Accuse di sessismo e omofobia al presidente della Lega dilettanti, lui nega

Se Belloli avesse detto quelle parole, sarebbe un fatto grave. Quella e’ una frase odiosa e inaccettabile”. E’ questo, apprende l’Ansa, il pensiero del numero 1 della Federcalcio, Carlo Tavecchio sulla nuova polemica che scuote il palazzo del pallone.

In un verbale di una riunione del dipartimento calcio femminilie, al presidente della Lega Nazionale Dilettanti Belloli viene attribuita una frase sui fondi da destinare al settore: ”Basta, non si può sempre parlare di dare soldi a queste quattro lesbiche…”. Belloli all’Ansa aveva negato di aver pronunciato quelle parole, ma il testo del verbale e’ stato consegnato alla Procura della Figc.

Panico: ‘Basta parlare di noi solo come lesbiche’ – ”Se le frasi di Belloli sono vere, sono parole sessiste, maschiliste, ignoranti: e noi calciatrici, se verranno provate, siamo pronte alle protesta in campo”: e’ la reazione di Patrizia Panico, centravanti del Verona e della nazionale, al caso nato da una dichiarazione attribuita al presidente dei Dilettanti in un verbale (”basta con queste quattro lesbiche”). ”Si parla di noi calciatrici di più quando si usa quella parola che quando si gioca una partita di Champions: tutte noi vorremmo essere giudicate per quel facciamo in campo, non per l’orientamento sessuale”.

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Associazione Atlete, se vero Belloli si dimetta – “Se, come in moltissimi sostengono e come pare sia scritto nel verbale di assemblea, il presidente della Lega Nazionale Dilettanti Felice Belloli ha detto: ‘Basta dare soldi a queste 4 lesbiche’, riferendosi così a tutto il movimento del calcio femminile, noi dell’Associazione Atlete Assist chiederemo senza tregua le sue immediate dimissioni”: è la presa di posizione di Luisa Rizzitelli, presidente di Assist, Associazione Nazionale Atlete. “Evidentemente, se così ha detto – aggiunge Rizzitelli – per lui non sarebbe sufficiente un risultato come il bronzo ai Mondiali, conquistato dalle Azzurrine l’anno scorso, per dare rispetto alle atlete di questa disciplina, ai loro allenatori e ai loro dirigenti. Ma, oltre all’offesa sportiva, riteniamo ben più grave la frase dal punto di vista morale ed etico. Il suo ‘basta dare soldi’ a un movimento che in tutto il mondo, tranne che in Italia, è in crescita, sa politicamente di cecità assoluta”. “Ma ben più grave sarebbe il disprezzo che traspare nel definire le calciatrici italiane ‘4 lesbiche’. Non riteniamo certo la parola ‘lesbica’ offensiva ma, usata in questo contesto, a noi risulta inaccettabile e omofoba. Chiediamo quindi dimissioni immediate e chiediamo intervengano subito, nel loro ruolo istituzionale di vigilanza sulle Federazioni e sullo sport italiano, sia il presidente Malagò che il premier Matteo Renzi. Chiederemo inoltre a tutti i parlamentari e a tutto il mondo sportivo di sostenerci in questa richiesta” conclude Rizzitelli.



   

 

 

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