Bologna: infestazione da ossiuri nelle scuole, tanti bambini colpiti

Scuola: oggi primo giorno di scuola in quasi tutta Italia

 

Bologna – E’ da circa un mese che diverse scuole del quartiere Saragozza sono alle prese con l’infestazione da ossiuri (ovvero vermi bianchi). Tanti i bambini colpiti da ossiuriasi (una parassitosi intestinale cosmopolita che compare una sintomatologia abbastanza caratteristica: prurito anale, sintomi intestinali e, talvolta disturbi “nervosi”).
Cresce la preoccupazione nei genitori, per le conseguenze sulla salute dei bambini e delle famiglie a causa di “una gestione frammentaria e poco efficace della prevenzione”. Così un gruppetto di mamme e papà, sfiancato, ha deciso di lanciare un appello affinchè vengano presi dei provvedimenti efficaci in merito. Parte una lettera aperta, indirizzata ai responsabili del Dipartimento di Sanità Pubblica dell’AUSL di Bologna – ma anche ai servizi di pediatria di comunità del Quartiere Saragozza, alla direzione scolastica del Quartiere Saragozza e dell’Assessore Marilena Pillati – a firma di una rappresentanza di genitori delal scuola d’infanzia Arcoguidi Pace

LO SFOGO DEI GENITORI. “Contro l’infestazione dei vermi nelle scuole, non basta vietare i peluche. – così parte la missiva, nella quale si racconta – Da qualche giorno, i bambini della scuola dell’infanzia Arcoguidi Pace di Bologna non possono più portare i loro pupazzi di peluche nel dormitorio durante l’ora del riposo pomeridiano. È una delle precauzioni che l’AUSL di Bologna ha diramato con una serie di circolari per contrastare l’infestazione da “ossiuri” (più comunemente noti come vermi intestinali) che si è diffusa da settimane in quasi tutte le scuole d’infanzia, primarie e asili nido del quartiere Saragozza. Questi parassiti sono specifici dell’uomo, si diffondono molto facilmente per via orofecale e provocano conseguenze che vanno dal prurito all’inappetenza, fino – nei casi più gravi e rari – alle appendiciti e alle salpingiti. Le altre indicazioni della AUSL riguardano il lavaggio continuo delle mani, la sterilizzazione quotidiana della biancheria ecc. Indicazioni arrivate tardi, in modo frammentario ed evidentemente di poca efficacia”.

La verifica della diffusione dell’infestazione – continua lo sfogo dei genitori – “è stata lasciata alla buona volontà dei singoli genitori. L’esame consiste in un semplice scotch test: qualcuno si è rivolto al servizio pubblico, molti altri alle farmacie; qualcuno effettua il trattamento con il farmaco e qualcuno no; qualcuno lo fa prima e qualcuno dopo; alcuni dati arrivano all’AUSL e altrin no. Probabilmente molte persone sono infestate e non lo sanno neanche. Risultati?
In poche parole: i bambini sono pieni di parassiti (nella nostra classe, 2 su 3 tra quelli che hanno effettuato il test), hanno le mani rovinate dal sapone, genitori ridotti a protesi della lavatrice. E niente peluche. Ma il problema non è solo questo, ovviamente”.

Il problema esce dalle mura scolastiche. I parassiti infatti, raccontano i genitori – “hanno cominciato a infestare anche i fratelli minori dei bambini. Ricordiamo che i neonati non possono essere trattati con i farmaci, e che a lungo termine gli ossiuri hanno effetti dannosi, soprattutto per i soggetti più deboli.
Di fronte a questa situazione, l’AUSL evidentemente non ritiene di avere dati a sufficienza per prescrivere alle scuole né trattamenti di sanificazione degli ambienti né terapie farmacologiche. Intanto, i parassiti si riproducono, i bambini guariti vengono di nuovo contagiati da quelli che si sono nel frattempo infestati… un verme che si morde la coda.”

APPELLO ALL’AUSL E ALLE DIREZIONI SCOLASTICHE. Ora i genitori esigono “risposte coordinate ed efficaci per tutte le scuole (possibilmente più utili del bandire i peluche)”. Lanciano così alcune proposte, concrete, indirizzate ad Ausl e scuole, come ad esempio lo “svermi-day (da effettuarsi entro mercoledì 1° aprile) ovvero un trattamento farmacologico indicato in tutte la scuole del quartiere, prima delle vacanze pasquali, a tutti i bambini e ai loro famigliari che non l’hanno ancora effettuato”. Si richiede inoltre la “sanificazione degli ambienti scolastici, da sottoporre a trattamento di pulizia straordinaria con mezzi adeguati a eliminare le uova dei parassiti”. Infine si invoca uno “screening dei risultati”, cioè che l’Ausl, dopo un opportuno intervallo di tempo, dispinga il controllo generale in tutte le scuole e verifica l’andamento dell’infestazione”.

bolognatoday.it



   

 

 

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