Toscana, la sanità diventa una macchina per fare soldi a vantaggio delle solite lobby

RIFORMA ASL TOSCANA, “VERSO LO SMANTELLAMENTO DEL SISTEMA PUBBLICO”

Gabriele Chiurli (Democrazia Diretta), “La sanità trasformata in una macchina per fare soldi a vantaggio delle solite lobby. E i cittadini ci rimetteranno in servizi e costi”

rossi

Firenze, 11 marzo 2015

“L’accorpamento delle Asl toscane non è altro che l’ennesima riforma per finta. Andiamo verso lo smantellamento del sistema pubblico in favore di lobby private”. E’ quanto dichiara il consigliere regionale Gabriele Chiurli (Democrazia Diretta) nell’ambito della discussione in Aula sulla riforma del sistema sanitario toscano.

La sanità è stata trasformata in una macchina per fare soldi a vantaggio di pochi. E i cittadini ci rimetteranno in termini di riduzione dei servizi e aumento dei costi. I risparmi annunciati, infatti – prosegue il consigliere – non si verificheranno”.

“Il taglio delle spese derivante dall’accorpamento delle Asl – aggiunge Chiurli – è completamente azzerato dal costo prodotto dai tre commissari, dai 12 vicecommissari e dai consulenti esterni che saranno assunti nella prima fase di transizione. Inoltre, la maggior parte di coloro che rivestivano figure apicali nelle aziende locali torneranno a fare il proprio lavoro all’interno del sistema sanitario. Tradotto: resteranno sul nostro libro paga”.

“Lo abbiamo visto con il caso delle tre ESTAV: di tre ne abbiamo fatta una e siamo riusciti a spendere più di prima. Anche in questo caso – sottolinea il consigliere – non si parla di razionalizzazione del sistema, ma di un valzer di poltrone”.

“I primi a farne le spese, invece, saranno fin da subito coloro che lavorano in sanità: già annunciati prepensionamenti, riduzione del comparto e altri strumenti di contenimento della spesa per il personale. Ci avviamo verso l’ennesima esternalizzazione dei servizi sanitari, ad opera di una amministrazione che si professa di sinistra. E le liste d’attesa lunghe mesi o anni per effettuare analisi e interventi – conclude Gabriele Chiurli – rappresentano solo il primo strumento per spingere i cittadini ad abbandonare il pubblico per il privato”.



   

 

 

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