Germania, Die Welt: la povertà minaccia un tedesco su sei

Sul quotidiano Die Welt i risultati di un’indagine statistica mostrano una Germania in sofferenza, con i dati sulla povertà in aumento. Evidentemente i “benefici dell’euro” non ricadono sulla popolazione del paese che in questo decennio ha fatto la parte del leone e la domanda interna sta andando a farsi benedire anche in Germania, aggravando la crisi dell’euro che va a colpire anche i paesi del Nord.

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di Nando Sommerfeldt, 24 gennaio 2015 – (traduzione di Mauro Colombo)

L’ufficio federale di statistica ha pubblicato dati allarmanti. Il rischio di impoverimento non è mai stato così alto. Addirittura 3,1 milioni di lavoratori guadagnano così poco da scivolare al di sotto della soglia di povertà.

Il rischio di povertà è sensibilmente maggiore tra le donne che tra gli uomini. Per circa la metà dei colpiti (1,5 milioni), già una vacanza di 1 settimana all’anno fuori casa non rientra nelle possibilità.

Quasi 600.000 poveri hanno rinunciato ad una autovettura propria perché non se la possono permettere.

Questi dati si basano sulle indagini delle famiglie.

“Il numero di lavoratori che con il loro reddito stanno appena sotto o appena sopra la soglia per le prestazioni Hartz-IV è spaventosamente alta” ha detto al giornale la Presidente della VDK (SozialVerband VDK Deutschland) Ulrike Mascher.

Per molte di queste famiglie il sussidio è evidentemente insufficiente per superare in un certo qual modo le difficoltà.

La responsabile delle politiche sul mercato del lavoro dei Linke Sabine Zimmermann chiede un rapido aumento del salario minimo a 10 €. Per combattere il trend negativo serve inoltre, secondo la Zimmermann, introdurre dei limiti nei rapporti di lavoro, come anche arginare o abolire il lavoro interinale e i Minijob.

A BREMA E NEL MECLEMBURGO C’E’ IL RISCHIO PIU’ ALTO.

Un’occhiata alle statistiche svela anche come ci siano grosse differenze regionali.

Nel 2013 il rischio povertà era chiaramente più alto della Germania Orientale che nella ex Repubblica Federale. Il numero delle persone a rischio è del 19,8% nei nuovi Land e del 14,4% nella Germania occidentale, chiaramente superiore rispetto al valore degli anni scorsi.

L’ufficio di statistica presenta i dati sul rischio di povertà sulla base del censimento del 2005. Da allora gli indici di povertà dell’est e dell’ovest si sono certamente avvicinati, tuttavia la minaccia della povertà rimane sensibilmente più alta nella Germania orientale. Nel 2005 il 20,4% dei tedeschi dell’est e il 13,2% dei tedeschi dell’ovest era ritenuto a rischio di povertà.

In Germania sempre più lavoratori riescono, a quanto pare, a vivere a malapena col loro reddito. Come riferisce il “Saarbrücker Zeitung”, secondo i dati dell’ufficio federale di statistica, alla fine del 2013 circa 3,1 milioni di lavoratori percepiscono un reddito al di sotto della soglia di povertà. Nel 2008 erano almeno 2,5 milioni. E’ un aumento del 25%. Soprattutto la cosiddetta quota a rischio di povertà raggiunge il livello record di 16,1%.

E’ considerato a rischio di povertà chi, compresi tutti i sussidi statali come, per esempio, fondi per la casa o per i figli, raggiunge meno del 60% del reddito medio.

Nel 2013 la soglia era di 939 € netti al mese. Per le famiglie con 2 figli si parla di soglia di povertà quando il reddito familiare netto è inferiore a 2056 €. Molti non ce la fanno ad andare in vacanza

Una analisi dettagliata delle statistiche ci offre una visione più precisa della sgradevole situazione di molti cittadini.

Essa svela che nel 2013, 370.000 lavoratori poveri non sono riusciti a pagare l’affitto entro la scadenza, 417.000 hanno rinunciato ad un riscaldamento adeguato, e 538.000 hanno risparmiato sul cibo e si sono preparati un pasto completo soltanto un giorno ogni due.

Nel 2005 Il pericolo di povertà è al minimo sia nel Baden-Wurttemberg che nella Baviera, è il più alto a Brema e nel Mecleburgo – Pomerania Anteriore. Nel 2013 il rischio di povertà è all’11,4% in Baden – Wurttenberg, e all’11,3 % in Baviera.

Approfondimento su Voci dall’estero



   

 

 

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