Roma: case ai Rom. Marino si giustifica: “Ce lo chiede l’Europa”

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24 nov – Chiudere i campi, e individuare alloggi alternativi. Sul tema rom, il sindaco Marino ha preso posizione. Lo ha fatto in diretta tv su La7 giovedì sera, e lo sta facendo in queste ore a chi, fuori e dentro Palazzo Senatorio, chiede spiegazioni. Sì perché le dichiarazioni sulle ipotesi di sgombero dei ‘villaggi attrezzati’, sarà l’effetto Tor Sapienza e i fari accesi sulle periferie, sembrano piovere dal cielo, tra una maggioranza, spiazzata, che tace, e un’opposizione, che, manco a dirlo, attacca.

In testa l’ex sindaco Alemanno: “Promettere le case ai nomadi della nostra città è una vera follia”. Il rischio? “Dare uno schiaffo in faccia alle migliaia di romani che da anni attendono una casa popolare o anche semplicemente una qualche forma di assistenza alloggiativa”, buttando benzina sul fuoco di quelle proteste che nelle ultime settimane stanno accendendo le aree ai margini della città. La questione è bollente, lo è sempre stata, e la proposta lanciata da Marino rischia l’effetto boomerang anche sul piano comunicativo.

Motivo per cui lo stesso sindaco è chiamato a chiarire. Punto primo, quello che per qualcuno rischia di fomentare le rivolte: non si parla, e non si è mai parlato, di “case”. Sul tavolo delle proposte non c’è l’edilizia residenziale pubblica, nè le migliaia di famiglie che già aspettano un alloggio. Nessun diritto usurpato insomma. E il sindaco lo ha precisato, tratteggiando un’altra tipologia di intervento.

Una delle soluzioni proposte dall’Unione europea – spiega il sindaco questa mattina a Radio Città Futura – è quella di affidare a rom, sinti e camminanti dell’edilizia non più utilizzata affinchè si possa fare dell’autocostruzione, rendendo quei luoghi abitabili, ed eliminando le situazioni di grave disagio”. E non solo per i rom, “ma anche per le altre popolazioni che vivono nei quartieri dove ci sono gli insediamenti”. Vedi via Salviati e i roghi tossici.

Il progetto è molto complesso e articolato -prosegue il sindaco – è stato discusso dall’Unione europea e contiene indicazioni precise che non riguardano solo l’Italia ma tutti i paesi che ospitano rom, sinti e caminanti“. I dettagli ancora non ci sono, si tratterebbe comunque di utilizzare il patrimonio immobiliare pubblico abbandonato e metterlo a nuovo. Un’operazione di autorecupero urbano, già avviata in altre città d’Italia, che consentirebbe quasi con certezza di ridurre le spese sostenute per tenere aperte i campi (24 milioni di euro usciti dalle casse capitoline nel solo anno 2013).

Poi, ed è l’altro punto da chiarire, “ce lo chiede l’Europa”. E lo fa (da anni) minacciando una procedura d’infrazione all’Italia, con Roma ‘capitale dei campi’ come prima responsabile. Dunque – e Malagrotta insegna – il tempo di nascondere la testa sotto la sabbia è agli sgoccioli.

Bisogna allinearsi, spiega Marino, “all’obiettivo fissato dalla Commissione europea e recepito nel 2012 dal Governo con la strategia nazionale di inclusione delle comunità rom, sinti e caminanti”. Al di là delle posizioni singole o di partito. Come a dire a chi alza l’asticella che non c’è spazio per le polemiche ad personam, che non è un capriccio personale. L’Europa chiama, e Roma non può più permettersi di tacere.

romatoday.it



   

 

 

3 Commenti per “Roma: case ai Rom. Marino si giustifica: “Ce lo chiede l’Europa””

  1. Ma di quello che pensa a la maggior parte degli italiani importa all’Unione Europea? Pare proprio di no! Ma come si fa a mettere a posto tutti questi Rom etc? Dobbiamo già pensare a difenderci dalla criminalità che sta dilagando soprattutto nei quartieri più degradati, con questa magnifica imposizione dall’Europa si creerebbero altri quartieri degradati con altra criminalità!!! Non mi sembra giusto che l’Unione Europea imponga queste regole in casa d’altri, pena forti infrazioni a chi non si adegua!!! Inaccettabile!

  2. Ogni volta che quelli come marino parlano.,non riesco a non sghignazzare !

  3. Raul Fattorello

    NESSUNO deve avere niente regalato a meno di trattarsi di invalidi oppure molto anziani.. Se fosse indispensabile e urgente fornire un’alloggio a qualcuno si faccia pure ma non gratis… con il tempo dovra essere pagato e pagato a un prezzo che non deve causar perdite… Va bene non lucrare ma nemmeno perdere…..
    Diritti? Certamente….. Ma ogni diritto va accompagnato da un dovere.

    Regalare significa umiliare… da cuando in qua siamo un popolo che chiede elemosina?

    Chi vuol vivere in Italia deve lavorare e pagarsi tutto con il suo lavoro come abbiamo fatto milioni e milioni di italiani emigranti in tutto il mondo!

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