Roma: “Prendi un immigrato in casa” per 900 euro al mese

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25 settembre  – La città è una polveriera pronta a scoppiare. I casi limite di Corcolle con la duplice aggressione prima ad un bus da parte di alcuni immigrati seguita dalla “spedizione vendicativa” ai danni di alcuni rifugiati che abitano in zona ha portato la luce dei riflettori sulle periferie e sull’integrazione con le migliaia di immigrati che affollano i centri d’accoglienza.

I dati ufficiali parlano di oltre 3mila solo tra richiedenti asilo e rifugiati assistiti dal Campidoglio ma tiene banco l’ultima proposta di Ignazio Marino. Se infatti è già in valutazione un progetto del Ministero dell’Interno per far sì che i minori immigrati possano essere affidate alle famiglie italiane dietro il compenso di 30 euro al giorno, il sindaco di Roma ha pensato di estendere il piano anche agli adulti.

“Nell’incontro di ieri con il sottosegretario Manzione abbiamo immaginato la proposta che oltre l’affido pediatrico ci potrebbe essere l’affido alle famiglie anche degli adulti, con la partecipazione economica da parte del governo di 30 euro al giorno per l’ospitalità. Pensiamo che senza alterare il bilancio dello Stato – ha aggiunto Marino – perché i soldi investiti per ogni migrante sono 900 euro al mese, il fatto di poterli dare a una famiglia possa creare maggiore integrazione sociale e disponibilità all’accoglienza. Sarebbe estesa a coloro che hanno il diritto di risiedere sul nostro suolo e, in particolare, ai richiedenti di status di rifugiato”.

La proposta del sindaco è ora in valutazione al Tavolo nazionale sull’immigrazione che darà una risposta nelle prossime ore. “Ci sono una serie di questioni che devono essere affrontare e abbiamo avuto garanzie di piena collaborazione dal Ministero dell’Interno – ha tenuto a precisare il sindaco Marino in merito agli ultimi episodi di cronaca – Una è la questione delle commissioni che devono valutare lo status di rifugiato: sono troppo poche e hanno bisogno di un tempo di circa due anni e mezzo per analizzare ogni pratica e questo si riflette sulla presenza nel territorio. Altra questione è la distribuzione nel nostro territorio che vede la concentrazione in alcuni luoghi, scelti dal programma Sprar, che creano una sfida particolare dal punto di vista organizzativo, di quei territori rispetto ad altri”.

La proposta del primo cittadino non ha fatto che infuocare la polemica politica. Il primo a replicare è l’ex sindaco Gianni Alemanno che ha fatto notare come “30 euro sono di più di quanto viene dato ad una famiglia per assistere un disabile in casa e sono più del doppio che viene dato alla maggioranza dei pensionati sociali italiani. Siamo alla guerra tra poveri – ha concluso – é un vergognoso tentativo di comprare consenso su una politica socialmente ed economicamente insostenibile”.

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