Siria: Chiesto riscatto di un milione di euro per le 2 volontarie italiane

 

volontarie

27 agosto – Un milione di euro. Sarebbe questa la cifra chiesta per la liberazione di Greta Ramelli e Vanessa Marzullo, le due ragazze italiane rapite il 31 luglio in Siria. Le giovani, inoltre, volontarie del progetto di cooperazione umanitaria Horryaty, sarebbero nelle mani di un gruppo di criminali comuni, che operano comunque a contatto con i fondamentalisti islamici. Gli ostaggi, infatti, sarebbero stati venduti più volte e passati nelle mani di numerosi gruppi di ribelli, fino ad arrivare agli attuali rapitori.

È quanto riferiscono fonti dell’intelligence, che parlano dunque di una trattativa aperta tra l’Italia e chi al momento ha in mano le due cooperanti. Non è chiaro quanti passaggi ci siano stati, ma secondo quanto riferito potrebbero essere stati almeno quattro i gruppi che hanno preso e poi ceduto le ragazze. La possibilità che Greta e Vanessa, 20 e 21 anni, siano state vendute in cambio di soldi, armi o favori da un gruppo all’altro, dunque, non è da escludere.

rapite

La regione in cui sono state rapite è controllata dall’Isis, il gruppo fondamentalista islamico capeggiato da Abu Bakr Al-Baghdadi, ma anche da altre realtà autonome, comunque riconducibili a ideologie islamiste che osteggiano il regime di Assad. Secondo le fonti, infatti, anche se le due italiane non sono nelle mani dell’Isis, potrebbero comunque essere nella disponibilità di altri gruppi jihadisti il cui operato, in ogni caso, non sfugge al controllo degli uomini di Al-Baghdadi, «conquistatori» della zona in cui le due italiane sono state rapite. La cifra richiesta per il riscatto, infatti, è al lordo delle spettanze dei vari intermediari, anche perché non pare spropositata rispetto a quelle richieste per altri rapimenti.

Il passaggio da un gruppo all’altro, poi, sarebbe avvenuto sulla base di accordi per lo scambio di armi o soldi per finanziare le attività degli stessi. Alcuni di questi, suggeriscono le fonti, anche se ideologicamente vicini all’Isis, sono criminali comuni che sono interessati solo a fare cassa. Oltre all’Isis, infatti, nella jihad contro il regime combattono anche altre realtà composte da numerosi gruppi tra i quali, i più noti, sono Jabhat Al Nusra e Ahrar Sham (Uomini liberi della grande Siria). L’Unità di crisi della Farnesina e i servizi di intelligence, comunque, da giorni lavorano senza sosta per riportare in patria le due cooperanti. E queste sarebbero ore decisive. […]

Augusto Parboni Francesca Musacchio per il tempo



   

 

 

6 Commenti per “Siria: Chiesto riscatto di un milione di euro per le 2 volontarie italiane”

  1. Bon, quesi soldi li pagassero i genitori delle ragazze!!! L’italiano ha le tasche vuote e le palle piene di tutti sti riscatti pagati a gente che massacra altra genti in nome di una setta religiosa e molto pericolosa!!!
    Alle due ( e non aggiungo nulla per non offendere) vorrei dire che ve ne potevate stare in Italia, invece no, volevate fare le eroine de sta cippa…e noi dobbiamo pagare per una vostra scelta del tutto errata!!! Fosse per me vi lascerei li!!!

  2. Non bisogna pagare, con quei soldi gli islamisti compreranno armi per uccidere tantissimi innocenti !

  3. non credo al rapimento, queste due sono d’accordo per far incassare i loro amici islamici…

  4. quelle 2 hanno inscenato loro il rapimento, bastava stessero a casa loro… che paghino i loro genitori se le rivogliono, io mi vergognerei a dire che son mie figlie… che se ne stiano dove sono, gente così non la vogliamo indietro….

  5. Claudio Zanasi

    Era la logica conclusione. Ma se andassero a lavorare….?

  6. Claudio Camastra

    Ma queste due stronze che ci sono andate a fare li ? E adesso dobbiamo pagare per liberarle ? Lasciatele dove si trovano !

Commenti chiusi

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