Libia: deposito di benzina in fiamme a Tripoli, si teme esplosione

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TRIPOLI, 28 LUG – Un razzo ha colpito stanotte un serbatoio di carburante a 10 miglia da Tripoli causando un grave incendio che rischia di provocare una “catastrofe”, riferisce il portavoce della società petrolifera Noc spiegando che i vigili del fuoco non sono riusciti a circoscrivere le fiamme e sono stati costretti ad abbandonare il luogo dove ora si teme un’esplosione, con effetti fino a 3-5 km.

Il governo libico ha chiesto aiuto internazionale per contenere l’incendio. Il serbatoio in fiamme contiene sei milioni di litri di benzina, e si trova vicino alla strada per l’aeroporto e ad altri depositi.

I residenti sono stati invitati ad abbandonare la zona, teatro negli ultimi giorni di scontri tra milizie rivali.

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Diversi paesi occidentali, tra cui l’Italia, hanno invitato i propri connazionali a lasciare la Libia, teatro da settimane di scontri tra milizie rivali a Tripoli e Bengasi. Nella capitale il bilancio delle vittime di due settimane di combattimenti nella zona dell’aeroporto è di almeno 97 morti e oltre 400 feriti, mentre a Bengasi, nell’est del paese, almeno 38 persone, per lo più soldati, sono rimaste uccise in 24 ore di scontri tra esercito e gruppi islamici.

In una nota diffusa ieri la Farnesina ha sottolineato che, “a fronte del progressivo deterioramento della situazione di sicurezza in Libia e dei recenti scontri che stanno interessando in questo periodo in particolare la capitale, si ribadisce ai connazionali il pressante invito a non recarsi in Libia e a quelli tuttora presenti a lasciare temporaneamente il Paese”. Nella nota si sottolinea che l’ambasciata italiana rimane aperta e regolarmente funzionante. Sempre ieri il ministro degli Esteri Federica Mogherini ha riferito del trasferimento di oltre 100 italiani avvenuto nei giorni scorsi, precisando che “l’uscita dalla Libia è avvenuta con convogli via terra verso la Tunisia e con il ricorso a velivoli dedicati disposti dall’unita di crisi”.

Sabato scorso gli Stati uniti hanno evacuato il proprio personale via terra, sotto copertura aerea, dopo che il segretario di Stato John Kerry aveva denunciato un “rischio reale” per la loro sicurezza. Ieri è stato l’omologo tedesco a riferire di una “situazione estremamente imprevedibile e incerta”, invitando i connazionali a lasciare il paese. Stesso appello lanciato da Regno Unito, Francia, Paesi Bassi, Belgio, Turchia, Spagna e Malta. (fonte Afp)



   

 

 

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