Seminudo in sciopero della fame e della sete davanti all’Agenzia delle Entrate

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Disoccupato in sciopero della fame e della sete davanti all’Agenzia delle Entrate

ancona

16 luglio – Guadagna 380 euro al mese e lo Stato gliene chiede 100. Non riesce a vivere in questo modo e da oggi è in sciopero della fame e della sete davanti alla sede dell’Agenzia delle Entrate.

Corrado Amborsi, 40 anni di Ancona, è disoccupato e guadagna ogni anno 4.560 euro affitando agli studenti alcune stanze della sua casa. Ora lo Stato gli chiede 1.116 euro di imposte (reddito 2013). Per lui è ingiusto e umiliante. Non ce la fa ad andare avanti così. Per questo da martedì mattina è in sciopero della sete e della fame, davanti alla sede provinciale dell’Agenzia delle Entrate di via Palestro. «Mi chiedono il 25% ma io così non campo – ha detto il 40enne – Questa è la legge ma per me è ingiusta e contro la dignità individuale. Per questo io non la rispetto. Mi hanno spiegato che se sono redditi da capitale vengono tassati al 25%, mentre se fossero stati reddito da lavoro sarei rientrato nella fascia esentasse. Mi chiedono il 25% ed è tutto regolare lo so, non ci sono errori ma per me è un’assurdità».

I FATTI. Erano le 11 circa del mattino quando l’uomo è entrato nella sede di Ancona Entrate di via Palestro, pochi metri prima di piazza Pertini. Il 40enne si è recato in un ufficio dal quale poi è uscito con una faccia sconsolata. A quel punto ha sbattuto le cartelline e i documenti per terra e lì si è seduto a petto nudo. E non ha intenzione di andare via. «Finchè non risolveranno la mia situazione non mangerò e non berrò più. Mi devono portare vie con la forza» ha ribadito Corrado, che comunque non ha intenzione di commettere gesti inconsulti e vuole solo mettere in atto una protesta civile e non violenta. Ma a cosa potrebbe servire visto che c’è solo una legge da applicare? E in un certo senso lui vorrebbe anche essere di esempio per i cittadini quando dice che: «Gli italiani sono un po’ addormentati e magari questo mio gesto potrà essere utile» ha detto Corrado. In mattinata sono arrivati i carabinieri che hanno provato a dissuadere l’uomo dal proseguire la sua manifestazione ma non c’è stato verso.

LE REAZIONI. A parlare è il direttore provinciale dell’AE Gabriele Chiaccheretta, che ha detto: «Purtroppo il suo problema non riguarda l’Agenzia delle Entrate, perché è una dichiarazione dei redditi con l’imposta che ha regolarmente calcolato il commercialista. Forse è ingiusto ma non è né più né meno che la legge. Io mi auguro che desista dal suo sciopero perché potrebbe essere deleterio per lui».

anconatoday.it

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4 Commenti per “Seminudo in sciopero della fame e della sete davanti all’Agenzia delle Entrate”

  1. Siamo alle solite, come da copione per l’Italia “giusta e democratica”: lo scaricabarile di responsabilità. Il direttore “non c’entra” perché la legge bla bla bla. Dice bene Giuseppe che, in attesa di qualcosa, quel cialtrone di direttore dovrebbe sospendere i pagamenti, intanto…
    Auguri a Corrado e – coraggio – !!!

  2. Sei grande continua a protestare solo cosi’ potrai sensibilizzare l’opinione pubblica, vengo anch’io a protestare con te.

  3. Se le leggi si ritengono ingiuste, e secondo il mio punto di vista è una legge ingiusta, si cambiano. Nel frattempo che lalegge viene discussa si sospoendono i pagamenti e non far impazzire le persone per vedere come deve fare per mangiare. Anzi lo Stato, visto che la persona e sotto la soglia d’indigenza dovrebbe dare lui un sussidio per farlo tirare avanti. La Cosatituzione Italiana garantisce a tutti la soprasvvivenza comer mai non viene applicata?

  4. giancarloetrusco@gmail.com

    verme schifoso di direttore invece di augurare che smetta ilo digiuno se sei un uomo con le palle avresti condannato le leggi dicendo che sono leggi da strozzino

Commenti chiusi

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