EBOLA: Chi, come, quando dove e perchè

Le risposte provengono dalla Direzione generale della prevenzione Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC)

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31  magg – Secondo l’Oms, su un bilancio di una cinquantina di casi dell’epidemia di virus Ebola in Sierra Leone sono 4 i morti e 14 i casi confermati. In Guinea invece, altri 10 nuovi casi e sette confermati, ma si segnalano altre vittime – che devono ancora essere confermate nel distretto di Foya-. L’Oms, per rafforzare la risposta alla crisi e aiutare le Autorità ha inviato esperti sia in Sierra Leone che in Guinea dove i casi confermati sono 291 e i morti sono 193.

Ma, onde evitare inutili allarmismi e invece assumere una corretta consapevolezza spieghiamo chi, come, quando dove e perchè si potrebbe infettare con il virus dell’Ebola. Domande e risposte,

Che cos’è la malattia da virus Ebola?

La malattia da virus Ebola (EVD), precedentemente nota come febbre emorragica da virus Ebola, è una malattia grave, spesso fatale, con un tasso di mortalità fino al 90 %. La malattia colpisce gli uomini e i primati (scimmie, gorilla, scimpanzé).

L’Ebola è apparsa la prima volta nel 1976 in due focolai contemporanei: in un villaggio nei pressi del fiume Ebola nella Repubblica Democratica del Congo, e in una zona remota del Sudan.

L’origine del virus non è nota, ma i pipistrelli della frutta (Pteropodidae), sulla base delle evidenze disponibili, sono considerati i probabili ospiti del virus Ebola.

Come si infettano le persone?

L’Ebola si trasmette nella popolazione umana attraverso lo stretto contatto con sangue, secrezioni, tessuti, organi o fluidi corporei di animali infetti. In Africa, l’infezione è avvenuta attraverso la manipolazione degli scimpanzé, gorilla, pipistrelli della frutta, scimmie, antilopi di foresta e istrici infetti trovati malati o morti o catturati nella foresta pluviale. Nelle zone a rischio (foresta pluviale dell’Africa Sub-sahariana) è importante ridurre il contatto con gli animali ad alto rischio, quali pipistrelli della frutta, scimmie e primati, non raccogliere animali morti trovati nelle foreste o manipolare la loro carne cruda.

Una volta che una persona sia entrata in contatto con un animale infetto da virus Ebola e abbia contratto l’infezione, questa può diffondersi all’interno della comunità da persona a persona. L’infezione avviene per contatto diretto (attraverso ferite della pelle o mucose) con il sangue o altri fluidi corporei o secrezioni (feci, urine, saliva, sperma) di persone infette. L’infezione può verificarsi anche in caso di ferite della pelle o delle mucose di una persona sana che entra in contatto con oggetti contaminati da fluidi infetti di un paziente con Ebola, quali vestiti e biancheria da letto sporchi dei fluidi infetti o aghi usati.

Gli operatori sanitari sono stati spesso i più esposti al virus durante la cura dei pazienti con Ebola. Questo accade perché, in particolare nelle prime fasi di un epidemia, non indossano dispositivi di protezione individuale (ad esempio i guanti) quando assistono i pazienti. Gli operatori sanitari di tutti i livelli del sistema sanitario – ospedali, cliniche e centri sanitari – delle aree a rischio dovrebbero essere informati, prima possibile, sulla natura della malattia, sulle modalità di trasmissione e seguire rigorosamente le precauzioni raccomandate per prevenire l’infezione.

Possono svolgere un ruolo nella trasmissione di Ebola anche le cerimonie funebri in cui le persone hanno contatti diretti con il corpo del defunto. Le persone decedute per Ebola, infatti, devono essere maneggiate con indumenti protettivi e guanti ed essere sepolte immediatamente.

Le persone sono contagiose fino a quando il sangue e le secrezioni contengono il virus. Per questo motivo, per evitare di infettare chiunque altro nella comunità, i pazienti infetti devono essere attentamente monitorati dai medici e sottoposti a test di laboratorio, per garantire che il virus non sia più in circolo, prima del loro ritorno a casa. Gli uomini, guariti dalla malattia, possono ancora trasmettere il virus a partner attraverso lo sperma, per un massimo di sette settimane dopo la guarigione. Per questo motivo è importante per gli uomini evitare rapporti sessuali per almeno sette settimane dopo la guarigione oppure indossare il preservativo nei rapporti sessuali durante le sette settimane dopo la guarigione.

Chi è più a rischio ?

Durante un’epidemia le persone a più alto rischio di infezione sono: operatori sanitari, familiari o altre persone a stretto contatto con persone infette persone che hanno contatto diretto con i corpi dei defunti, nelle cerimonie funebri, cacciatori nella foresta pluviale che entrano in contatto con animali trovati morti nella foresta. Sono necessarie altre ricerche per capire se alcuni gruppi, come le persone immunocompromesse o persone con altre patologie di base, siano più suscettibili di altri a contrarre l’infezione.

L’esposizione al virus può essere controllata attraverso l’uso di misure protettive in strutture sanitarie e ospedali, nei raduni di comunità e nelle abitazioni.

Come evitare il rischio di infezione da virus Ebola?

Anche per chi abita o ha viaggiato nelle zone colpite il rischio di infezione da virus Ebola è estremamente basso a meno che vi sia stata esposizione diretta ai liquidi corporei di una persona o di un animale contagiato, vivo o morto.

Un contatto casuale in luoghi pubblici con persone che non mostrano segni di malattia non trasmette Ebola. Non si può contrarre la malattia maneggiando denaro o prodotti alimentari o nuotando in piscina. Le zanzare non trasmettono il virus Ebola.

Quanto è resistente il virus EBOLA?

Il virus Ebola viene ucciso facilmente da sapone, candeggina, luce solare o asciugatura. Il lavaggio in lavatrice di indumenti contaminati da liquidi è sufficiente a distruggere il virus Ebola. Il virus Ebola sopravvive solo per breve tempo su superfici esposte alla luce solare o secche.

Quali sono i segni e sintomi tipici di infezione?

Comparsa improvvisa di febbre, intensa debolezza, dolori muscolari, mal di testa e mal di gola sono i segni e sintomi tipici, seguiti da vomito, diarrea, esantema, insufficienza renale ed epatica e, in alcuni casi, emorragia sia interna che esterna.

Gli esami di laboratorio includono globuli bianchi e piastrine bassi ed aumento degli enzimi epatici.

Il periodo di incubazione o l’intervallo di tempo dall’infezione alla comparsa dei sintomi è tra i 2 e i 21 giorni. Il paziente diventa contagioso quando comincia a manifestare sintomi, non è contagioso durante il periodo di incubazione.

L’infezione da malattia da virus Ebola può essere confermata solo attraverso test di laboratorio.

Quando si dovrebbe cercare assistenza sanitaria?

Se una persona si trova in aree dove è noto ci sia la malattia da virus Ebola o ha avuto contatti con un caso confermato in laboratorio o un soggetto con quadro clinico fortemente sospetto di malattia da virus Ebola e comincia a presentare sintomi della malattia dovrebbe immediatamente richiedere assistenza sanitaria.

Eventuali casi sospetti devono essere segnalati dal centro medico all’unità sanitaria più vicina senza indugio. Cure mediche immediate sono essenziali per aumentare il tasso di sopravvivenza dalla malattia. Le cure mediche sono importanti anche per controllare la diffusione della malattia ed avviare immediatamente le procedure di controllo dell’infezione.

Qual è il trattamento?

I pazienti gravemente malati necessitano di terapia intensiva, sono spesso disidratati e hanno bisogno di liquidi per via endovenosa o di reidratazione orale con soluzioni contenenti elettroliti. Attualmente non esiste un trattamento specifico per curare la malattia.

Alcuni pazienti con terapie mediche appropriate guariscono.

Per aiutare a controllare l’ulteriore diffusione del virus, i casi sospetti o confermati devono essere isolati dagli altri pazienti e trattati da operatori sanitari che attuino rigorose precauzioni per il controllo delle infezioni.

L’infezione può essere prevenuta?

Attualmente non esiste un vaccino autorizzato per la malattia da virus Ebola. Diversi vaccini sono in fase di sperimentazione, ma nessuno è disponibile per uso clinico in questo momento.

Per ridurre il numero dei casi e i decessi è fondamentale accrescere la consapevolezza dei fattori di rischio e adottare le misure di prevenzione.

Modalità per prevenire l’infezione da virus Ebola

Comprendere la natura della malattia, come si trasmette e come evitare che si diffonda ulteriormente Ridurre il contatto con animali infetti ad alto rischio (quali pipistrelli della frutta, scimmie e primati) nelle aree di foresta pluviale colpite Cuocere accuratamente i prodotti di origine animale (sangue e carne) prima di mangiarli Indossare guanti e utilizzare dispositivi di protezione individuale, durante la cura di persone malate Lavare regolarmente le mani dopo aver visitato i pazienti in ospedale o dopo essersi presi cura di qualcuno a casa. Seppellire immediatamente le persone decedute per Ebola, manipolando le salme con dispositivi di protezione.

Come proteggere gli operatori sanitari dal rischio elevato nella cura dei pazienti malati?

Gli operatori sanitari che trattano pazienti con malattia sospetta o confermata sono a più alto rischio di infezione rispetto agli altri gruppi.

In aggiunta alle precauzioni standard di assistenza sanitaria gli operatori devono:

applicare rigorosamente le misure raccomandate per il controllo delle infezioni ed evitare l’esposizione a sangue infetto, fluidi o ambienti o oggetti contaminati, come la biancheria sporca dei liquidi biologici di un paziente o gli aghi usati utilizzare dispositivi di protezione individuale come camici monouso, guanti, maschere e occhiali o visiere non riutilizzare i dispositivi di protezione o indumenti a meno che non siano stati correttamente disinfettati cambiare i guanti dopo ogni operazione di assistenza ad un caso sospetto/confermato di Ebola effettuare procedure invasive che possono esporre medici, infermieri ed altri all’infezione nel rispetto di rigorose condizioni di sicurezza tenere separati i pazienti infetti dagli altri pazienti e dalle persone sane.

Ci sono cibi che possono prevenire o curare l’infezione?

No, queste voci sono infondate.

L’OMS raccomanda vivamente alle persone di ricercare nei confronti della malattia da virus Ebola consigli preventivi credibili rilasciati dalle autorità di sanità pubblica.

Poiché non vi è alcun farmaco specifico contro l’Ebola, il miglior trattamento è il supporto intensivo fornito in ospedale da operatori sanitari che attuino severe procedure di controllo delle infezioni. L’infezione può essere controllata attraverso le misure di protezione raccomandate.

Cosa fa l’OMS per proteggere la salute pubblica durante le epidemie?

L’OMS fornisce consulenza tecnica ai Paesi e alle comunità per la preparazione e la risposta alle epidemie di Ebola.

Le azioni includono: sorveglianza delle malattie e condivisione delle informazioni tra i Paesi sui focolai epidemici assistenza tecnica per studiare e contenere le minacce per la salute quando si presentano – come l’assistenza sul posto, per identificare le persone malate e tracciare modelli di malattia consigli su scelte di prevenzione e di trattamento invio di esperti e distribuzione di materiale sanitario (come dispositivi di protezione individuale per gli operatori sanitari), quando richiesti dal Paese comunicazioni per aumentare la consapevolezza della natura della malattia e le misure sanitarie di protezione per controllare la trasmissione del virus attivazione di reti di esperti, a livello continentale e globale, per fornire assistenza, se richiesta, e mitigare i potenziali effetti sulla salute, nonché informazioni su modalità di viaggi e commerci.

Perché, durante un’epidemia, il numero di casi segnalati può variare?

Durante un’epidemia di Ebola, le autorità sanitarie pubbliche del Paese colpito riportano i numeri di casi di malattia e dei decessi. Le cifre possono cambiare ogni giorno. Il numero di casi riflette sia i casi sospetti che i casi di Ebola confermati in laboratorio. A volte il numero di casi sospetti e confermati sono riportati insieme mentre a volte sono riportati separatamente. Per questo numeri possono oscillare tra casi sospetti, casi confermati, casi successivamente esclusi dagli esami di laboratorio.

È generalmente più utile, per valutare la situazione della salute pubblica e determinare la risposta appropriata, analizzare l’andamento dei casi nel corso del tempo, anche alla luce delle informazioni aggiuntive che man mano si acquisiscono.

È sicuro viaggiare durante un’epidemia? Cosa consiglia l’OMS?

Nel corso di un focolaio, l’OMS esamina regolarmente la situazione sanitaria pubblica e raccomanda restrizioni di viaggio o rotte commerciali, se necessario. Al momento, tali misure non sono raccomandate.

Il rischio di infezione per i viaggiatori è molto basso in quanto la trasmissione da persona a persona avviene per contatto diretto con i fluidi corporei o secrezioni di un paziente infetto.

I consigli dell’OMS sui viaggi in generale

I viaggiatori dovrebbero evitare ogni contatto con pazienti infetti Gli operatori sanitari che viaggiano verso aree colpite dovrebbero seguire rigorosamente le indicazioni sul controllo delle infezioni raccomandate dall’OMS Chiunque abbia soggiornato in aree dove i casi sono stati recentemente segnalati dovrebbe essere consapevole dei sintomi dell’ infezione e consultare un medico al primo segno di malattia I medici che si occupano di viaggiatori di ritorno dalle zone colpite, con sintomi compatibili sono invitati a considerare la possibilità di malattia da virus Ebola.

Cosa consiglia l’ECDC sui viaggi verso paesi come la Guinea e la Liberia, dove è attivo il focolaio Ebola?

Consigli del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC)

Consigli ai viaggiatori in arrivo in Guinea o Liberia

Il rischio di esposizione al virus Ebola è estremamente basso. Le seguenti misure preventive dovrebbero eliminare il rischio di contagio:

evitate il contatto diretto con il sangue o con liquidi corporei di un paziente o di un cadavere e con oggetti che potrebbero essere stati contaminati evitate la vicinanza di animali selvatici e non consumate selvaggina evitate i rapporti sessuali non protetti.

Consigli ai viaggiatori che provengono da Guinea o Liberia

Il rischio che siate stati esposti al virus Ebola è estremamente basso. Tuttavia: se nel giro di alcune settimane dopo il soggiorno in una zona tropicale compaiono febbre, spossatezza immotivata, diarrea o altri sintomi gravi: chiedete subito assistenza medica e indicate i luoghi visitati, in quanto il vostro stato può dipendere da un’infezione, quale la malaria, che impone accertamenti e cure urgenti Se siete stati esposti direttamente a liquidi corporei provenienti da una persona o un animale contagiato, vivo o morto, compresi i contatti sessuali non protetti con pazienti guariti: chiedete subito assistenza medica e indicate i luoghi visitati contattate la struttura medica per telefono prima di recarvici, per consentire al personale medico di utilizzare gli opportuni dispositivi di protezione al vostro arrivo.

Le risposte provengono dalla Direzione generale della prevenzione Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC)

Questo invece è cio’ che pensa e dice Claudio Beltramello, medico che afferma di aver fatto esperienza di lavoro in Africa, oggi è segretario del Pd di Castelfranco

 



   

 

 

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