Paesi Brics verso l’addio al Fmi e alla Banca Mondiale

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21 apr – I Brics (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) sarebbero pronti a creare due distinti organismi internazionali, alternativi al Fondo Monetario Internazionale e alla Banca Mondiale. La notizia è stata rilanciata da quotidiano russo online Rbth, ma il malcontento delle economie emergenti è palese da tempo. Il ministro delle Finanze del Brasile, Guido Mantega, nel 2011 dato in pole position per guidare proprio l’FMI, ha dichiarato che l’istituto non può essere paralizzato dai continui ritardi del Congresso nell’approvare la riforma della governance.

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Secondo una proposta avanzata dagli stati emergenti, gli USA dovrebbero rinunciare al loro diritto di veto al board dell’FMI e le stesse quote sarebbero ripartite in modo più corrispondente all’attuale situazione economica dei vari paesi membri. In particolare, le economie avanzate passerebbero da una quota complessiva del 60,5% a una del 57,7%, mentre le economie emergenti salirebbero dal 39,5% al 42,3%.

Tra i paesi che secondo la schema dell’accordo guadagnerebbero di più ci sarebbero la Cina (+2,4%), il Brasile (+0,53%), la Corea del Sud (+0,39%), la Turchia (+0,37%) e il Messico (+0,35%). Tra coloro che ci perderebbero maggiormente, invece, l’Arabia Saudita (-0,85%), il Belgio (-0,59%), la Germania (-0,52%), il Canada (-0,36%) e gli USA (-0,24%).

Preso atto, tuttavia, della mancata volontà di Washington e dell’Europa a ridurre il proprio peso dentro il board di entrambi gli organismi, i Brics si starebbero accordando tra di loro per crearne due alternativi: una riserva monetaria comune servirebbe a sostituire l’FMI, mentre una banca per lo sviluppo dei Brics rimpiazzerebbe la Banca Mondiale.

Secondo una bozza iniziale, ciascuno dei due istituti necessiterebbe di un capitale di 100 miliardi di dollari, che sarebbe ripartito tra i vari membri, in proporzione al loro peso economico. Da qui, la Cina dovrebbe contribuire per 41 miliardi, Brasile, India e Russia per 18 miliardi ciascuno e il Sudafrica per 5 miliardi.

La discussione di questa fase si sta concentrando anche sulla sede dei due organismi, perché ciascun membro ne ha rivendicato fortemente la presenza sul proprio territorio, ha affermato l’ambasciatore russo per gli affari speciali presso il Ministero degli Esteri, Vadim Lukov.

I Brics hanno preso consapevolezza di loro e hanno compreso che più restano uniti, più potranno riaffermare il loro interesse nel mondo. E la fase di scontro politico tra la Russia e l’Occidente non starebbe facendo altro che accelerare un trend in atto da vari anni.

di Giuseppe Timpone per investireoggi



   

 

 

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