Il sistema Euro è in recessione e l’Italia non è competitiva nel Cimiteuro

IL SISTEMA EURO E’ IN RECESSIONE E L’ITALIA NON E’ COMPETITIVA NEL CIMITEURO

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9 apr – Una premessa: Lo scandalo di “mani pulite” comincia con un piccolo faccendiere che si occupava di una casa di riposo per anziani di Milano; lo pescano con le mani nel sacco e lui comincia a parlare per uscire di prigione. Si viene a sapere che i politici, oltre alle laute contribuzioni dello Stato che derivavano dal “Finanziamento Pubblico dei Partiti” sancito per legge, avevano ben più ricche fonti di entrate dalle varie occasioni di spesa affidate ad enti pubblici.

Era noto che il Ministero per le Partecipazioni Statali era una fonte continua di vantaggi per i partiti di governo; che il Ministero dei Lavori Pubblici era un altro eccezionale Ministero di spesa e di conseguenti mazzette; che l’ENI aveva i bilanci spesso dissestati (dopo “Mani Pulite” i bilanci si sono miracolosamente risanati) e così l’IRI, l’ENEL e via discorrendo. Era noto a tutti coloro che avessero voluto partecipare ad un appalto per opera pubblica, che bisognava concordare la relativa tangente per i partiti (o per i politici); solo i comunisti negli appalti pubblici non dovevano “sporcarsi le mani” perché, per accordo risaputo da tutti il 25% degli appalti doveva essere riservato alle “Cooperative rosse” che pensavano loro a foraggiare il PCI.

“Mani Pulite” è stato possibile perché c’era una politica che rubava (compiva atti contrari alla legge penale) nell’indifferenza e nell’accettazione generale di politici, magistrati (era talmente noto il sistema dei profitti illeciti che non sembra possibile che tutti i magistrati non si siano mai accorti di nulla) e opinione pubblica. C’era una sorta di fatalismo da parte degli italiani. E nessuno aveva il coraggio di alzare il dito per dire che il re poteva diventare nudo. Poi è bastato un piccolo “mariuolo” preso con le mani nel sacco e tutti gli italiani sono diventati coraggiosi (quanto mi ricorda passati eroismi su tiranni inermi e caduti).

Abbiamo cancellato il finanziamento pubblico dei partiti e abbiamo giurato che mai e poi mai saremmo rimasti in balia di simili ladroni. Subito dopo “Mani Pulite” cominciano i governi affidati ai “Tecnici” tipo Dini, Ciampi, Amato e così via; il problema subito affrontato è quello di come fare ad entrare nella “Moneta Unica” visto che siamo terribilmente fuori dai parametri consentiti per l’ingresso; ai tecnici l’onere di far pagare a tutti gli italiani una delle peggiori stangate, insieme ad una feroce svalutazione, per sistemare i ns. conti. In queste condizioni di DP terribilmente fuori di ogni parametro fissato per l’ingresso nella “moneta comune” (120% invece di 60%) la classe dirigente della sinistra-centro ha voluto, fortissimamente voluto, legarci le mani con l’Euro. Per essere coerenti a quella scelta senza aver poi, coerentemente alla scelta ambiziosa, ma improvvida, posto mano alle necessarie riforme per ridare alla ns. economia competitività rispetto a quella dei Paesi che avevano un DP nelle regole.

Hanno tutti dimenticato che la lira aveva potuto, nel mondo esterno, garantire la competitività ai nostri prodotti, solo mediante continue “svalutazioni competitive” (nell’immediato dopoguerra un Marco tedesco valeva intorno alle 90 lire; nell’Euro è stato valutato 985 lire). Non ha insospettito i nostri politici la arrendevolezza dei tedeschi e dei francesi nel permetterci di entrare anche se in condizioni così anomale rispetto ai parametri d’ingresso; sono convinto che sotto questa arrendevolezza ci sia la maligna considerazione che, in questo modo: a) l’Italia avrebbe cessato di rimettersi in situazioni di competitività con le ricorrenti svalutazioni; b) l’Italia entrando in quelle condizioni avrebbe dovuto recuperare competitività “tirando la cinghia” oppure avrebbe soltanto perso competitività.

Dall’adozione dell’Euro non sono passati 10 anni, ma l’economia italiana è in gravissima crisi. Il Debito Pubblico superiore al PIL dura da 30 anni e, col vincolo dell’Euro (nel quale siamo entrati con un DP doppio di quello fissato dalle regole) ci trascinerà alla crisi economica. Il dollaro e la sterlina hanno mantenuto quasi invariato il rapporto con lo yen e la valuta cinese;l’euro (nato con minor valore del dollaro e delle altre valute) si è rivalutato troppo. Adesso si fanno vanto della solidità dell’Euro e non si accorgono che dollaro e sterlina stanno aumentando la loro competitività. RISULTATO: IL SISTEMA EURO E’ IN RECESSIONE E L’ITALIA NON E’ COMPETITIVA NEL CIMITEURO.

Carlo Violati



   

 

 

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