Disastro Italia: qualcuno dovrebbe rendere conto, anche sotto il profilo giudiziario

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7 APR – A febbraio il tasso di disoccupazione generale e’ salito in Italia al 13% ( 13.300.000 persone senza lavoro), mentre quello giovanile e’ al 42.3%. E’ il record negativo registrato dal 1977 ad oggi; peggio di noi solo Grecia, Spagna, Cipro.

” Il dato e’ sconvolgente”, ha detto Matteo Renzi, in quel giorno impegnato a Londra con il premier britannico Cameron. Proprio il paragone con la situazione inglese e’ per il premier italiano fonte di estrema preoccupazione: nel novembre 2011, con Berlusconi al governo, la disoccupazione italiana stava all’8.4%, più bassa di quella britannica di oltre due punti. Ebbene, in soli due anni e mezzo le parti si sono drammaticamente invertite, con il tasso italiano salito di oltre quattro punti e mezzo, a fronte di un dato inglese sceso di oltre tre punti e attestato ora attorno al 7%.

Quali i motivi della pericolosa “debacle” italiana e del correlativo miglioramento britannico? Certo Cameron ha realizzato la riforma del mercato del lavoro, improntata alla flessibilita’, ma le chiavi di lettura più importanti sono altre: la Gran Bretagna, al pari di Paesi più virtuosi come Svezia e Danimarca, non ha adottato l’euro ( esercitando il cosiddetto “opt out”, cioè la possibilità di rifiutare alcune parti dei trattati europei), ma soprattutto va rimarcato il diverso quadro istituzionale, laddove a Londra e’ rimasto in carica in questi due anni il governo eletto eletto dal popolo ( forse proprio per aver tenuto la sterlina e , con essa, la sovranità monetaria, premessa di quella politica), mentre a Roma si sono avvicendati tre esecutivi non eletti dal corpo elettorale, esecutivi frutto di operazioni poco chiare, che portano molti osservatori a parlare di ” golpe”.

Cosa sono state infatti, le obbligate dimissioni di Berlusconi e le contestuali ascese a Palazzo Chigi dapprima di Monti e poi di Letta e Renzi? E cosa successe esattamente nell’estate del 2011? Quali gli attori, nazionali e internazionali che, determinando lo squassante cambiamento istituzionale, hanno di fatto dato il via al drammatico arretramento del nostro Paese? A poco a poco si va facendo chiarezza su quei mesi tumultuosi, e a ciò contribuiscono le testimonianze, gli articoli, i libri che, non smentiti, compongono un mosaico dagli aspetti inquietanti.

Dapprima il politologo americano Alain Friedman ha squarciato il velo su quell’estate, sia sulle riunioni tra politici e “poteri forti” italiani ( Prodi, Bazoli, De Benedetti, Passera, tutti fieramente antiberlusconiani), sia sui ” contatti” tra questi personaggi e il Colle italiano con esponenti di rilievo della comunità internazionale, a partire da quelli con la Cancelleria tedesca. L’obiettivo esplicito era naturalmente quello di eliminare il governo Berlusconi e sostituirlo ( ” per salvare il Paese”, naturalmente…) con un tecnocrate che ” assecondasse” i desiderata dei poteri forti e della Merkel.

L’ex primo ministro spagnolo Zapatero ha sostanzialmente confermato il clima di accerchiamento in cui si venne a trovare il governo Berlusconi, riportando particolari inediti sulla conferenza di Cannes, svoltasi pochi giorni prima delle dimissioni del Cavaliere. Ora anche Giulio Tremonti, in quell’estate ministro dell’Economia nel governo di centrodestra, ha vuotato il sacco, rilasciando una serie di interviste e mandando in stampa il volume ” Bugie – Verità ” ( Mondadori), che completa la ricostruzione dei fatti suddetti, con ulteriori, importanti precisazioni. ” Nell’ agosto del 2011 – dice in sostanza Tremonti – si attuo’ un vero colpo di stato contro il governo Berlusconi: fino a pochi giorni prima ( e cioe’ la meta’ di luglio) il governo italiano era stato valutato positivamente da Unione europea e Bce sia in ordine al deficit, mediamente piu’ basso degli altri stati europei, sia in ordine al raggiungimento del pareggio di bilancio nel 2014.

Il motivo del modificato atteggiamento, che porto’ successivamente al golpe contro Berlusconi, sta in un fatto molto semplice: l’Italia si oppose, nel luglio 2011, a finanziare in modo sproporzionato il Fondo ” Salva Banche” che , secondo tedeschi e francesi, avrebbe dovuto salvare innanzitutto le LORO BANCHE, esposte piu’ delle nostre nei Paesi a rischio, Grecia in particolare”. Berlusconi e Tremonti si opposero a questo aut-aut, sostenendo che l’Italia avrebbe pagato per il peso dell’esposizione bancaria italiana ( il 5%) e non per il 18% come richiesto da Francia e Germania, precisando che l’ Italia avrebbe accettato soltanto in cambio degli eurobond, mezzi finanziari per ridurre i rischi della speculazione internazionale. Allora decisero di far fuori Berlusconi.

Il colpo di manovella – sostiene Tremonti – fu dato con l'”illuminata ” costruzione di una falsa catastrofe: rimangiandosi i complimenti al governo Berlusconi di pochi giorni prima, l’improvvisa lettera della Bce scateno’ la valanga finanziaria dello spread”. Così Tremonti. Il problema, aggiungo io, e’ che dalle dimissioni del governo Berlusconi, i parametri economici italiani, lungi dal migliorare e ” salvare il Paese”, sono tutti peggiorati, non solo quello della disoccupazione! Nel 2011, con Berlusconi, il Pil cresceva, così come i consumi; con Monti e Letta il Pil e’ crollato del 2.5 % nel 2012 e dell’1.9% nel 2013. La pressione fiscale e’ salita di oltre un punto e mezzo, con picchi sulla tassazione degli immobili; sono salite le accise sui carburanti, la ” riforma Fornero” ha peggiorato le condizioni di vita dei lavoratori, allungando fino a tre anni la possibilità di andare in pensione. Queste misure, definite ” impressionanti” dalla Cancelliera tedesca, hanno fatto sprofondare il nostro Paese, ora davvero agonizzante, peraltro senza alcun beneficio per i conti dello Stato, con il debito pubblico passato dal 120% sul Pil del novembre 2011, al 132,4 % attuale!

E’ davvero irrealistico ritenere che qualcuno dovrebbe rendere conto di questo disastro, anche sotto il profilo giudiziario? E che dire di quegli sprovveduti che festeggiarono a suon di clacson le dimissioni di Berlusconi?

Vincenzo Merlo



   

 

 

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