Stato assassino. Istiga al suicidio. Migliaia le denunce

Armando Manocchia Direttore di ImolaOggi.it
e Angelo Perrino Direttore di Affari Italiani

SUICIDI

“Può darsi che siate responsabili per la situazione in cui vi trovate, ma lo diventerete se non farete nulla per cambiarla”.

Ho partecipato con molto piacere venerdì sera alla manifestazione organizzata a Milano dal Comitato Art.580 per rendere omaggio ai 3.975 morti per suicidio e autolesione intenzionale del 2009. Ho aderito con emozione per ricordare le 3.989 vittime della crisi del 2010. Mi sono unito a tutti voi, per commemorare i 4.156 martiri del fisco del 2011. E i morti del 2008? E quelli del 2012 e del 2013 direte voi? L’Istat, non ha dati più recenti, ma gli omicidi di Stato del 2008 sono circa 4.000, gli omicidi di Stato del 2012 non sono meno di 4.500.

Gli omicidi di stato del 2013 non sono oltre 5.000. Vorrei che memorizzaste questi numeri. Perché se ne sentono di ogni sorta, ognuno da i suoi. Non è corretto per le vittime e per la verità. Anche se corre l’obbligo dirlo, questi non sono VERI, nel senso che sono molti, ma molti di più, ma, questi ci ha dato l’Istat, questi sono quelli ufficiali. Ora, se sommiamo questi numeri, dal 2008 – anno della crisi indotta – ad oggi, gli omicidi di Stato – checché en pensiate, tali sono – ammontano a oltre 25.000. 25.000…una guerra!

Una vera e propria guerra! Non una guerra militare o una guerra civile, ma una guerra economica e finanziaria, ma sempre guerra è, sempre vittime fa. Parlo di crisi INDOTTA, di crisi IDEATA, PIANIFICATA COSTRUITA E GESTITA perché le CRISI ECONOMICHE sono ideate, pianificate, costruite e gestite ad hoc per costringere gli Stati a fare riforme strutturali a vantaggio di capitalisti e gruppi finanziari mondialisti. Riforme altrettanto ad hoc, che producono l’arricchimento della tecnocrazia asservita ai poteri finanziari globalizzati che specula su: privatizzazione; acquisizione e vendita di beni e servizi essenziali; svendita dei diritti; riduzione dei salari; svendita dei servizi pubblici essenziali e impoverimento dei cittadini. Come? Con quali armi? Con l’impoverimento, con la sudditanza, che si ottengono attraverso la disoccupazione, l’inoccupazione, la precarietà, la cassa integrazione, i prepensionamenti, gli esodi ecc.

La disoccupazione è assenza di libertà, è mancanza di scurezza e di futuro. L’occupazione, pur essendo problema più importante, il PRIMO dei problemi da risolvere in Italia, dal primo governo golpista di Monti, al secondo governo golpista di Letta, e ora, il terzo governo golpista di Renzi, nessuno di questi ha creato un solo posto di lavoro. Oggi, la disoccupazione è al 13%, al 42,3% la giovanile, oltre il 50% quella femminile. Questa troika di governi golpisti, invece che creare occupazione, hanno determinato una perdita di 1.000 posti di lavoro al giorno. E perderli vuol dire che mille famiglie ogni giorno finiscono sul lastrico, significa che mille famiglie ogni mese non pagheranno più il mutuo o l’affitto, vuol dire che mille famiglie non pagheranno più le bollette e le rette degli asili, mille famiglie ogni giorno non riusciranno più a mettere insieme il pranzo con la cena.

E’ il momento di dire basta! Si è vero, è più che giusto commemorare le vittime, ma, non basta, noi dobbiamo armarci di coraggio e reagire, protestare e ribellarci. Noi dobbiamo reagire, protestare e ribellarci contro questa dittatura economica. Quindi basta suicidi! Chi si toglie la vita, chi viene indotto al suicidio, chi viene istigato al suicidio lo fa quando è arrivato ad un punto di saturazione, vuol dire che la disperazione ha preso il sopravvento e non ha più la consapevolezza di quello che fa. Ecco, a chi nutre l’eventualità di un atto così estremo, non rivolgo un appello, ma un preghiera: Non fatelo!

Sappiate che il suicidio non è la soluzione, il suicido è uno sfregio alla vita, il suicidio è una ferita per chi vi ama che non si rimarginerà mai più. La vostra vita è sacra, nulla è più importante. La vostra vita vale più di una cartella di Equitalia. La vostra vita vale più di un debito non onorato. La vostra vita vale più di un mutuo non concesso. La vostra vita vale più di fallimento. La vostra vita vale più della vostra malattia. Il suicidio è darla vinta a chi vi vuole morti, a chi vi istiga al suicidio. E allora, non dategliela vinta, non suicidatevi, non diventate vittime della crisi, non diventate martiri del fisco! Reagite, protestate, ribellatevi a questo regime di polizia tributaria, questa dittatura economica e fiscale.

Reagite, protestate, ribellatevi contro questa casta di politicanti che quando non sono ladri sono corrotti. E raramente, quando non sono né ladri, né corrotti, sono incapaci che è ancora peggio. Reagite, protestate, ribellatevi contro questa s-partitocrazia affaristico clientelare che sostengono governi farlocchi imposti dai criminali della troika. Reagite, protestate, ribellatevi contro questa classe politica illegittima e delegittimata asservita ai bankster europei e mondialisti. Reagite, protestate, ribellatevi contro questa casta che ha depredato e depauperato il Paese e che governa solo attraverso il rigore e l’austerità imposta previo: vessazioni, intimidazioni, soprusi e barbarie che hanno impoverito e schiavizzato i cittadini.

Viviamo con l’ansia, con il terrore. Siamo sudditi angosciati di uno Stato terrorista e mafioso che induce i cittadini occupati, disoccupati, inoccupati, precari, esodati, cassintegrati, pensionati e imprenditori a gesti estremi a causa di un fisco oppressivo che strozza chiunque. Basta! Non possiamo continuare a genufletterci a governi non democratici, a governi non eletti, a governi che commettono crimini contro i propri cittadini come la violazione dell’Art.580 Istigazione al suicidio. Uno Stato che viola la Costituzione fin dal primo articolo che recita: “L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro”. Quale lavoro? Quello che dovrebbe creare e che invece scientemente non crea? Uno Stato che non riesce a distinguere il bene dal male, uno Stato incapace di distinguere tra chi può e chi non vuole pagare, uno Stato che equipara l’evasione fiscale di chi lo DEVE fare per legittima difesa, alla criminalità organizzata, non è degno di definirsi tale e soprattutto non è uno Stato di Diritto, uno Stato Democratico e Civile.

Quindi basta subire e ubbidire a uno Stato di polizia fiscale , quando paghiamo le tasse come in uno Stato di Diritto. Armando Manocchia “Può darsi che siate responsabili per la situazione in cui vi trovate, ma lo diventerete se non farete nulla per cambiarla”. MLK Foto.

Armando Manocchia Direttore di ImolaOggi.it e Angelo Perrino Direttore di Affari Italiani



   

 

 

1 Commento per “Stato assassino. Istiga al suicidio. Migliaia le denunce”

  1. Eccezionale, Grande. Ho sempre pensato questo, siamo tutti in queste condizioni, tutti compresa la nostra famiglia e ci sono veramente momenti di disperazione quando non hai una lira sul vero senso della parola neanche per comprare il pane, ma piuttosto che ammazzarci noi riuniamoci tutti, solleviamoci da questo andazzo di cose buttiamo fuori questi malfattori. Non preoccupatevi gente arriverà presto il giorno del giudizio. Io ci credo.

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