La UE ha speso 200 mln di euro per la propaganda ecologica del Mediterraneo

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5 dic – Il Mediterraneo e le sue sfide ecologiche visti con gli occhi di giovani autori e registi della sponda nord e sud e raccontati in una serie di dodici documentari concepita per gli schermi televisivi e il web. E’ il risultato di un progetto avviato nel 2007 con i fondi europei dell’Enpi (European Neighbourhood and Partnership Instrument) e che per la prima volta ha messo insieme le energie e le idee di emittenti pubbliche di sette paesi europei e sette paesi arabi.

”Si è trattato della prima vera coproduzione multilaterale nella storia della regione”, ha spiegato Pier Luigi Malesani, segretario generale del Copeam (Conferenza permanente dell’Audiovisivo Mediterraneo), durante una conferenza stampa alla RAI per illustrare il lavoro svolto nel corso del progetto ‘Joussour’, parola araba che significa ‘ponti’. La partecipazione al progetto, 200 milioni di euro di fondi UE, è stata massiccia: durante i tre bandi (tutto il percorso si è svolto dal 2007 al 2013) sono state presentate 2 mila proposte. La serie finale dei dodici documentari, tradotta in italiano, inglese e arabo, verrà trasmessa dalle emittenti che hanno partecipato al progetto, tra cui la RAI, ma anche anche da televisioni di altri paesi.

I corto (nove minuti l’uno) parlano di turismo sostenibile, di risorse rinnovabili, di biodiversità, di agricoltura biologica, di economia verde, di raccolta differenziata di rifiuti, di acqua. Insieme hanno lavorato giovani di culture, tradizioni, religioni diverse. ”Si è trattato – ha spiegato Malesani – anche di una sfida a creare un linguaccio televisivo comune, raffinato e allo stesso tempo adattabile a differenti contesti locali”. Due documentari riguardano l’Italia: ‘Junk music; le note riciclate’, racconta la storia di un musicista junk di Napoli che costruisce strumenti con materiale di riciclo, mentre ‘La battaglia di Paolo il pescatore’ descrive la lotta quotidiana contro la pesca massiva. Due documentari sono stati girati a Malta: ‘L’acqua è di tutti’ e ‘Tonno o lampuga’, sul futuro della pesca nelle acque dell’isola. ”La maledizione delle mosche nella Valle del Giordano’, firmato dalla giovane Worrod Ghazali, vincitrice del premio Joussour, denuncia l’inquinamento territoriale nella regione di Al-Ghwar, mentre ‘Sun rays’ , parla dell’energia solare in Palestina. Dalla Spagna arriva ‘Progetto Numa: salviamo i delfini’, da Cipro ‘la benzina selvaggia’, sull’aumento incontrollato delle stazioni di benzina. La Tunisia presenta due documentari, ‘Turismo a Bizerte la nostalgica’ e ‘Medenine: una rosa nel deserto in pericolo’. Infine ci sono le ”Bocche di Bonifacio: uno stretto da proteggere” (Corsica) e ”Yesbu: Giovani e sostenibilità ambientale”, realizzato ad Alessandria in Egitto.

Mentre si chiudono i battenti sulla prima edizione di Joussour, gia’ si guarda al futuro e all’importannza di creare nuove forne di cooperazione, argomento di cui stamane hanno parlato Claudio Cappon, vice-presidente dell’Unione Europea di Radiotelevisione, Ahamad Al Achkar, dirigente dell’Arab States Broadcasting Union, Alessandra Paradisi, vice direttore delle Relazioni internazionali della RAI e Edmud Tabone, Manager del Public Broadcasting Service di Malta. Alla conferenza stampa ha partecipato anche Anna Catte, della Regione Sarda, direttrice dell’Autorità di Gestione comune del programma Enpi CBC ‘Bacino del Mediterraneo’. (ANSAmed).



   

 

 

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