2 milioni di immigrati hanno un conto corrente, il 34% dei risparmi va all’estero

conto29 ott.  Secondo l’ultima indagine dell’Osservatorio nazionale sull’inclusione finanziaria dei migranti, su un campione rappresentativo di nuovi cittadini, il 66% del risparmio degli intervistati resta in Italia (mentre 34% viene inviato all’estero), per fare fronte alle emergenze determinate dalla crisi (il 27%) e per motivi legati ad esigenze tipiche di chi sembra aver scelto di radicarsi e integrarsi nel paese (in particolare l’11% per l’educazione e il 10% per l’acquisto della casa).

Sono questi alcuni dei dati che emergono dalla giornata conclusiva del Forum Csr 2013, l’appuntamento organizzato dall’Associazione bancaria italiana (Abi) sulla Responsabilità sociale d’impresa.

Secondo l’indagine sono quasi 2milioni il numero dei conti correnti presso banche e BancoPosta intestati a cittadini immigrati di 21 nazionalità (pari all’88% dei migranti residenti in Italia) considerate nell’indagine del CeSPI a dicembre 2011. Circa 2.264.900 i cittadini immigrati che hanno accesso diretto al conto corrente se si considerano i conti cointestati.

In particolare dal rapporto curato dal CeSPI emerge la forte diffusione degli strumenti di pagamento, nello specifico della carta Bancomat, generalmente associata al conto corrente, che riguarda la quasi totalità dei correntisti: pari all’86% circa secondo l’indagine 2012, era intorno al 66% nel 2008. Rilevante anche l’incidenza dei servizi di internet banking, passati dal 9% rilevato nel 2008 dall’indagine, a oltre il 25% nel 2012.



   

 

 

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