Industria allo sfascio, bufera sulle Acciaierie di Terni

acciai26 set – Fare luce sull’attuale situazione e sul destino dell’Acciai Speciali Terni (AST), un polo siderurgico di importanza mondiale e rendere note al piu’ presto le linee di indirizzo per il settore della siderurgia e della produzione di acciaio nel nostro Paese. E’ quanto chiedono i senatori del Pd eletti in Umbria Gianluca Rossi, Valeria Cardinali, Nadia Ginetti e Miguel Gotor che insieme con il presidente del gruppo dei democratici al Senato, Luigi Zanda, hanno rivolto un’interrogazione al presidente del Consiglio, Enrico Letta, e al ministro dello Sviluppo Economico, Flavio Zanonato.

Acciaio Outokumpu: cediamo Terni, lo impone la UE

”La Acciai Speciali Terni (AST) – spiegano i senatori democratici nell’interrogazione – e’ uno dei principali produttori al mondo di laminati piani di acciaio inossidabile ed opera in un settore strategico per l’industria europea ed in particolare per quella italiana. Con i suoi 2900 addetti e i circa 3000 dell’indotto, il polo siderurgico di Terni rappresenta la realta’ industriale di maggior rilievo dell’Umbria e dell’Italia centrale. La AST e’ controllata da Inoxum, che e’ stata acquisita nel 2012 dalla multinazionale finlandese Outokumpu con una procedura approvata dalla Commissione europea a condizione che alcuni assets, tra cui AST, fossero ceduti a soggetti terzi. Il disinvestimento doveva avvenire entro il mese di maggio 2013. Ma la procedura, che dovrebbe garantire maggiore competitivita’ e consolidare il sito siderurgico di Terni, ad oggi non risulta ancora chiusa e la AST rimane nel perimetro industriale di Outokump.

Da notizie di stampa apparse di recente sembra addirittura che la Commissione europea abbia concesso ad Outokumpu una proroga fino al primo trimestre 2014 per completare la procedura di cessione dell’AST’‘. ”Al governo chiediamo – proseguono – se sia a conoscenza di questa proroga e delle sue ragioni e se non ritenga invece opportuno accelerare i tempi per dare maggiori certezze e rilanciare il polo siderurgico di Terni. Chiediamo inoltre quali iniziative siano state predisposte per assicurare in futuro il mantenimento dei livelli di competitivita’, di produttivita’ ed occupazionali di una delle principali aziende al mondo di produzione di laminati piani di acciaio inossidabile, se intenda assicurare ai lavoratori di AST e alle istituzioni locali che l’azienda non sara’ acquisita con scopi diversi rispetto alla prospettiva di valorizzazione e sviluppo del sito.

”E’ assolutamente necessario, inoltre – concludono i senatori del Pd – che vengano rese note le linee d’indirizzo del Governo sul settore della siderurgia e della produzione di acciaio in Italia, considerato che gli obiettivi della Commissione Europea relativi alla politica industriale individuano un ruolo essenziale proprio per la siderurgia e l’industria dell’acciaio”.



   

 

 

1 Commento per “Industria allo sfascio, bufera sulle Acciaierie di Terni”

  1. Il mantenimento dei livelli di competitivita’, di produttivita’ ed occupazionali ..
    SCORDATEVELI!
    Avete voluto le (energie verdi) ? 😉

    MO BUTTATE SANGUE!

    L’energia costa in Italia 186 euro ill Mw/h in Cina 23.
    Ormai e’ tardi.. 🙂 chiudere e licenziare e’ inevitabile.

    Se ai sussidi al fotovoltaico si aggiungono quelli dell’eolico, biomasse, certificati verdi, Cip6 arriviamo a 12 miliardi l’anno (da pagare per i prossimi 20 anni) cui bisognerà aggiungere un altro paio di miliardi l’anno per indennizzare (capacity payments) le centrali termiche che devono stare in stand by per coprire i fabbisogni quando il cielo si annuvola o cala il vento.

    Un’operazione colossale avvenuta senza alcuna specifica delibera parlamentare ma solo per effetto di decreti ministeriali e gestita “fuori bilancio”in quanto i sussidi vengono addebitati alle bollette tramite la componente A3.

    BUONA DECRESCITA FELICE!

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