Letta aspetta una lettera di Rhen per “galleggiare” fino a Natale

olli

La trattativa è complicata. Va avanti da martedì. Da quando il commissario Ue agli Affari economici, Olli Rehn, ha fatto visita in Italia. Ed è proprio durante i suoi incontri istituzionali nella Capitale, che Rehn avrebbe avviato una sorta di negoziato con Enrico Letta. Al Presidente del consiglio italiano, secondo indiscrezioni raccolte in ambienti vicini a palazzo Chigi, sarebbe stata promessa una lettera.
Il cui contenuto vale 3 miliardi di euro. Un tesoretto che consentirebbe al premier di ribaltare la Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza che oggi deve essere licenziato dal consiglio dei ministri. Un Def con la coperta assai corta che potrebbe riallungarsi a sorpresa. E dare fiato all’Italia.

Si tratterebbe di una via libera a un diverso conteggio di alcune spese. L’Unione europea potrebbe consentire di portare fuori dal calcolo dei parametri di bilancio le spese per investimenti nelle grandi opere pubbliche che rientrano nei progetti europei. L’esempio classico è quello della Tav, ma ce ne sono altri. In questo modo, il rapporto tra deficit e pil si attesterebbe al 2,8%, più basso del tendenziale 3,15% indicato nei calcoli riservati del ministero dell’Economia.

La soglia Ue è pari al 3% e grazie a questo «sconto», il Governo avrebbe margini di manovra per lo 0,2%. Calcolatrice alla mano, significa trovare un tesoretto da circa 3 miliardi. Una cifra di tutto rispetto che darebbe a Letta la possibilità di cancellare anche la seconda rata Imu (quella di dicembre e non ancora abolita, che vale 2,3 miliardi) e di avere buona parte dei fondi necessari a rinviare (per ora di tre mesi) l’aumento dell’Iva dal 21% al 22%.

Per il Primo ministro la missiva da Bruxelles equivale alla manna dal cielo, non tanto dal punto vista squisitamente finanziario quanto per i risvolti politici e gli equilibri fra le varie anime della strana maggioranza. Non a caso, visto che alle 21 di ieri la lettera non era ancora arrivata a Roma, Letta avrebbe telefonato per ben tre volte a Rehn. Il commissario Ue, però, non si è fatto trovare né ha richiamato.

Le misure su Imu e Iva sono i cavalli di battaglia del Popolo delle libertà e Letta le inserì nel suo discorso di insediamento. E se non mantiene le promesse, la crisi di Governo sarebbe inevitabile. Insomma, quei 3 miliardi sono l’ultima spiaggia per sperare di restare in sella all’Esecutivo, già minato per le tensioni legate alla vicenda di Silvio Berlusconi.

Di là dagli assetti politici e dall’emergenza finanziaria, si osserva fra addetti ai lavori, i paletti sui conti pubblici rappresentano un ostacolo ormai insormontabile per i governi Ue, specie per quelli alle prese con finanze pubbliche disastrate. Non a caso, Bruxelles starebbe studiano, in generale, un cambio di rotta temporaneo mirato ad alleggerire le politiche di bilancio che rendono asfissiante l’austerity per i paesi del Sud Europa, messi all’angolo dalla crisi del debito sovrano.

Il vincolo del 3% nel rapporto deficit/Pil è un disastro

Secondo quanto riportato ieri dal Wall Street Journal i tecnici finanziari dell’Unione europea avrebbero trovato una soluzione in grado di dare una risposta alle critiche mosse nei confronti della Commissione proprio riguardo alle richieste eccessive nei confronti dei paesi che si trovano maggiormente in difficoltà. La chiave di volta sarebbe in un diverso aggiustamento del calcolo del deficit strutturale di bilancio in rapporto al tasso di disoccupazione e al Pil.

Il cambiamento metodologico, proposto dalla Spagna e che proprio per Madrid potrebbe significare un dimezzamento del deficit strutturale nel 2013 (oggi stimato al 4,6% con una disoccupazione del 27%), verrebbe applicato dalla Commissione in occasione delle previsioni economiche d’autunno. Non è chiaro quale sarebbe esattamente l’impatto della novità. Ma è probabile, scriveva il quotidiano finanziario, che i maggiori vantaggi sarebbero appannaggio di Spagna, Irlanda, Portogallo e Grecia. Non dell’Italia.

Francesco De Dominicis per “Libero”

20 sett 2013



   

 

 

Commenti chiusi

Le pubblicazioni sul Sito Imolaoggi.it non hanno alcun carattere di periodicita'              © 2017 Imola Oggi. All Rights Reserved. Accedi -