Nel 2012 gli immigrati hanno spedito a casa 6,8 miliardi di euro

miliardi24 ago – Gli immigrati residenti in Italia hanno spedito rimesse per 6,8 miliardi di euro; la cifra si riferisce al 2012, anno di riferimento per l’analisi effettuata dalla Camera di Commercio di Milano. Anche i lavoratori stranieri però risentono della crisi, dato che nel 2011 la cifra complessiva era stata di 7,3 miliardi. Un calo di circa 500 milioni di euro, con il difficile momento dell’economia mondiale che si riflette quindi anche sulle nazioni di provenienza degli immigrati “italiani”, costrette a fare i conti con le difficoltà del Paese d’adozione.

Roma comanda la classifica delle città – In Italia quasi un terzo delle rimesse proviene da Roma (28% del peso generale) e Milano (14%), con poco meno di due miliardi di euro, che staccano di molto Napoli e Prato. È interessante notare come la provincia toscana, in proporzione al numero di abitanti, si piazzi quarta in questa classifica: l’influenza della massiccia comunità cinese si fa sentire. Nella top ten comandano le province del Nord, tra cui anche Firenze, Torino e Brescia.
Lombardia regione “locomotiva” – A livello regionale comanda la Lombardia, con 1,4 miliardi di rimesse, frutto delle quasi 82mila imprese straniere sul territorio. Il denaro spedito da Milano e le altre province (Brescia e Bergamo specialmente) finisce in larga parte in Cina (450 milioni di euro), mentre gli egiziani, pur rappresentando la comunità più numerosa, inviano appena 4,7 milioni.
Fattore Cina – In definitiva quindi all’estero lo scorso anno si sono ricevuti meno soldi dall’Italia, con l’unica eccezione della Cina. L’aumento dei cinesi che aprono attività e diventano imprenditori ha dato vita a questa tendenza. tgcom24


   

 

 

1 Commento per “Nel 2012 gli immigrati hanno spedito a casa 6,8 miliardi di euro”

  1. Non sono gli immigrati a non pagare i contributi e a far pagare le tasse sul loro reddito , é la maggior parte degli italiani che preferiscono pagare la colf in nero non potendosi detrarre le spese ,come in nero vengono pagati gli idraulici ,gli elettricisti ecc ,risparmiando così anche e sopratutto i contributi . Pertanto ritengo che tante delle rimesse degli emigranti circa il 50% siano esentasse e come tali oggetto di esportazione abusiva di capitali all’estero, come hanno esportato capitali ed investimenti tante imprese italiane che hanno lasciato il nostro paese. Io pago i contributi e tutto il resto per la mia colf regolarmente assunta , per necessità anagrafica e invalidità mia e di mia moglie , ma non sufficiente per potermi detrarre altre spese oltre ai contributi, mentre la maggior parte degli italiani penso, sarebbero maggiormente disposti a pagare regolarizzando la propria colf se ci fossero più controlli e sopratutto se si potesse detrarre dal reddito lo stipendio della stessa . Come questo tanti sarebbero i casi di recupero della tassazione se ci fossero più controlli ,sopratutto nei lavori ed attività artigianali , in continuo aumento per necessità contingente e crisi recessiva dei consumi nel nostro paese . Sono comunque convinto che quegli incentivi mancati per detrarre le spese dal proprio reddito ,sono la vera causa del fenomeno descritto.

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