Povertà, Codacons: frugare nei cassonetti è reato

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13 lug – “Le persone che frugano nei cassonetti commettono un reato e rappresentano una forma di degrado inaccettabile”. A denunciarlo è il Codacons, l’associazione a difesa dei consumatori, che ha presentato un esposto alla Procura di Roma e una diffida al Comune per mancato controllo. “Una città civile e attenta ai bisogni di tutti, specie dei più poveri, non può permettere che nel 2013 si assista ancora a tali scene, che potrebbero oltretutto configurare veri e propri reati, sul fronte della violazione della privacy e della sottrazione di beni altrui. Senza contare i rischi sul piano sanitario”, afferma il presidente Carlo Rienzi.

Spiega a Redattore Sociale Pietro Bassotti, l’avvocato del Codacons che sta seguendo la questione: “Le persone che frugano nei cassonetti della Capitale commettono il reato di furto di immondizia con l’aggravante per cose esposte per consuetudine o necessità alla pubblica fede”. Tutto quello che viene gettato nei cassonetti, infatti, diventa proprietà del Comune e della società che poi si occuperà della raccolta dei rifiuti. “Oltre a questo, la violazione della privacy potrebbe rappresentare un ulteriore danno ai cittadini che ignari gettono materiali che potrebbero contenere dati personali”, continua l’avvocato.

Fiopsd: “Aumentano le persone che frugano nei cassonetti”
Quando non si ha nulla e si vive in condizioni di povertà estrema, anche l’immondizia diventa un bene prezioso. “Capita sempre più spesso di vedere persone frugare nei cassonetti alla ricerca del minimo indispensabile per sopravvivere”, afferma Marco Iazzolino, segretario generale della federazione italiana organismi per le persone senza dimora.

“Mentre prima erano soprattutto gli stranieri che svuotavano i bidoni della spazzatura, ora è aumentato il numero degli italiani”, spiega Iazzolino. “Fino a qualche tempo fa a Roma il monopolio dei cassonetti era in mano ai rom, veri esperti nel riciclo dei materiali, in particolare di rame. Ogni tre ore controllavano l’immondizia gettata. Adesso anche gli italiani del ceto medio hanno iniziato a frugare nei contenitori. Questo avviene soprattutto in periferia”, continua il segretario. “La maggior parte delle persone sono anziani che vivono da soli e si vergognano a mangiare alla mensa della Caritas. Così, cercano di andare avanti in questo modo”. “A Palermo, poi, abbiamo registrato un dato allarmante: italiani e stranieri hanno iniziato a contendersi i rifiuti. Si litiga per un sacco della spazzatura, per stabilire quale cassonetto svuotare”, afferma Iazzolino.

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3 Commenti per “Povertà, Codacons: frugare nei cassonetti è reato”

  1. Ma se non hai disponibilità la CODACONS ci consiglia le rapine?????

  2. Giovanni Bravin

    I vari politici, che hanno dovuto prestare solenne giurmanento sula Costituzione Italiana, che contiene anche l’art. 38, secondo paragrafi, COSA hanno commesso?
    I Sindacati dove sono stati per oltre 60 anni?
    Facile giudicare chi ha fame, quando la propria pancia ò piena!

  3. Sì, è un reato ma per lo stato che li costringe. E’ lo stato italiano che è colpevole di questa situazione.

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