Anatema di Grillo contro i cronisti: “Rubano parole ai parlamentari”

grillo25 giu. – Grillo va all’attaco dei giornalisti parlamentari. Lo fa dal suo blog e scrive: “Il Parlamento e’ il luogo piu’ sacro, di una sacralita’ profana, della Repubblica Italiana, ma e’ sconsacrato ogni secondo, ogni minuto, frequentato impunemente, spesso senza segni di riconoscimento, da folle di gossipari e pennivendoli dei quotidiani alla ricerca della parola sbagliata, del titolo scandalistico, del sussurro captato dietro a una porta chiusa”.

“Qualche deputato li scambia talvolta per colleghi e parla, parla per ritrovare sul giornale quella che credeva una conversazione privata.
Mercanti di parole rubate. Taci, il giornalista ti ascolta! – prosegue Grillo – Si nascondono ovunque. L’unica difesa e’ il silenzio, il linguaggio dei segni”.

“I giornalisti non possono infestare Camera e Senato e muoversi a loro piacimento. Vanno disciplinati in spazi appositi, esterni al Palazzo. Per un’intervista chiedano un appuntamento, come si usa tra persone civili, non bracchino i parlamentari per le scale o al cesso. All’ingresso di Montecitorio e di Palazzo Madama va posto un cartello ‘No gossip. Il Parlamento non e’ un bordello'”, conclude il leader del M5s.
Ha avuto toni caldi la conferenza stampa convocata nel pomeriggio alla Camera dai deputati del Movimento 5 Stelle Mattia Fantinati, Laura Castelli e Carla Ruocco.

L’incontro doveva essere dedicato al decreto semplificazioni, ma dopo il post di Beppe Grillo che bollava i giornalisti come “gossipari pennivendoli” che dovrebbero smettere di “infestare Camera e Senato”, i cronisti hanno chiesto ai tre parlamentari un commento. E’ stata Ruocco a prendere la parola: “Per quale motivo dovremmo aggiungere un punto al programma?”, ha detto, “i venti punti li conoscete. Ci sono delle procedure da rispettare, come consultare la rete”.

Dura con i cronisti anche la collega Laura Castelli. Non le sembra retrograda l’idea di tenere fuori i cronisti dal Parlamento, come accadeva decenni fa quando ancora nelle campagne c’era la mezzadria? “Meglio la mezzadria, almeno quella funzionava”, ha replicato la deputata.



   

 

 

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