E intanto l’Italia versa altri 2,8 mld al fondo salva Stati

018 mag – In questi giorni gli italiani sembrano particolarmente interessati al matrimonio di Valeria Marini, piuttosto che allo scudetto della Juventus  , o alla morte di Andreotti.

Le cose serie, come al solito, vengono poste in secondo piano grazie alla complicità stampa sussidiata che non ne parla affatto, o che, nella migliore delle ipotesi, riserva minimi spazi alle notizie che invece meriterebbero maggior risalto e una profonda riflessione da parte di tutti: mondo politico in primis.

Il teatrino della politica ci sta dando in pasto gli sforzi (si fa per dire) che si starebbero compiendo per tagliare l’IMU sulla prima casa ( circa 4 miliardi di euro) che, valendo circa 4 miliardi di ardi di euro, rappresenta appena lo 0.5% della spesa pubblica. O addirittura il rifinanziamento per 1.5 miliardi di euro della cassa integrazione che, come denunciato dalla stessa INPS e dalle parti sociali, sarebbe ormai agli sgoccioli.

Ma mentre si stanno compiendo salti mortali per dare in pasto all’opinione pubblica che la coperta è troppa corta per mettere al calduccio gli interessi di tutti (ergo, anche per trovare i soldi per la cassa integrazione), lo stato, nel silenzio più assoluto, versa un’altra quota di 2.8 miliardi di euro al fondo salva stati ESM, che si vanno a sommare agli oltre 40 miliardi già versati tra il 2011 e 2012. La notizia è stata riportata in un piccolo trafiletto apparso su Il Sole  24 Ore di qualche giorno fa, ma nessun media ne ha parlato o si è posto il dubbio, insieme al mondo politico, circa l’opportunità di sospendere il pagamento di queste quote e destinare le risorse ai fabbisogni davvero impellenti, dei quali, il rifinanziamento della CIG, ne costituisce solo una minima parte. Ad ogni buon conto, traetene da soli le dovute considerazione e se vi interessa approfondire ulteriori aspetti del fondo salva stati ESM, potete trovarli QUIQUI e QUI.

Autore: Paolo Cardenà



   

 

 

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