Monti: “se perdo le elezioni lo spread sale”. Tremonti: frase “tipicamente fascista”

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30 genn – ”Quando Monti dice: ‘se perdo le elezioni lo spread sale’, è inaccettabile. Dobbiamo farci dire dai tedeschi come si vota in Italia? Monti ha detto una cosa tipicamente fascista”. Così Giulio Tremonti, ospite di ‘Adnkronos Confronti’. L’ex ministro, promotore della Lista Lavoro e Libertà, spiega che non si può accettare un premier che fa ”l’agente monomandatario dei tedeschi” e che dice ”se prendo i voti la crisi forse non c’è, se non prendo i voti sì”.

”Se si è salvata la Grecia, pensa davvero che potesse saltare l’Italia? Se saltava l’Italia saltava il mondo – afferma Tremonti – Monti mi sembra uno con lo scolapasta in testa, dice che ha salvato l’Italia e l’Europa, ancora non ci dice che ha salvato il mondo”.

Le bordate non finiscono qui. ”Avete notato che Monti ha sempre le mani ad artiglio? Che ha lì dentro, la patrimoniale?”. Votare per lui ”è come candidare Dracula alla presidenza dell’Avis”. ”La prima cosa che farei è togliere i senatori a vita, dopo lo scandalo Monti senatore a vita: come Caligola con il cavallo”, incalza l’ex ministro. E da senatore a vita ”invece di stare fuori” dalla contesa ”si è messo a fare casino nel sistema politico”.

Per Tremonti ”c’è una grande opportunità per gli italiani. Possono votare per chiunque o non votare, basta che non votino per la coalizione Monti-Casini-Fini. Non vogliamo prendere ordini da Berlino e pagare le tasse per i buchi delle banche tedesche e francesi”. ”Gli italiani si regalino un sogno. Spazzino via Monti-Casini-Fini – ribadisce – Votino anche Vendola, Ingroia o Grillo. Basta che non votino per il partito tedesco”. E Bersani? Con lui ”la differenza è fondamentale. Comincia con le tasse. Vuole aumentare le tasse sui patrimoni”.

Sempre guardando al voto, Tremonti ricorda che il simbolo della sua Lista Lavoro e Libertà è ‘ospitato’ all’interno del simbolo della Lega. Con lui si candidano esponenti anche del Sud e comunque ”poco personale politico e molta gente normale, in maglione e giacca a vento. Non siamo una lista fighetta”, tiene a precisare.

Le priorità sono ”via l’Imu sulla prima casa, via l’Irap sulle imprese che perdono, contratto per le piccole imprese e una Cassa Depositi e Prestiti sul modello della banca pubblica tedesca Kfw”. Tra le prime cose da fare, sottolinea, c’è quella da non fare, ”ovvero mai aumentare le tasse. Siamo arrivati ad un punto in cui se aumenti le tasse non aumenta il gettito perché l’economia è distrutta, la società è in crisi e ci sarebbero gli aumenti solo sulla Gazzetta Ufficiale ma non hai soldi in cassa anzi vai indietro”. Tra quelle da fare, invece, rileva Tremonti, ”si può togliere l’Irap sulle imprese in perdita, perché sono già in perdita. Sarebbe un segnale”. Poi, si può togliere ”l’Imu sulla prima casa. Devi coprirla per esempio non regalando soldi alle banche francesi o tedesche o tagliando gli F35. Tra le altre proposte contenute nel programma c’è anche una proposta sui libri di scuola ”che non devono cambiare tutti gli anni perché è una rapina organizzata”.

E, ancora, ”la Cassa del Mezzogiorno, l’unico modo per tornare a far crescere il Sud”. Tremonti ricorda la sua definizione di ”cialtroni” affibbiata ai governatori del Mezzogiorno, perché ”non spendono i soldi che ricevono. E’ una follia, i soldi” europei che non si spendono ”vanno alla Bulgaria e alla Polonia. Un vero spreco”. Quindi aggiunge: ”Penso che il maggior danno al Sud l’abbia fatto la classe dirigente che vive a Roma e che vive sulle spalle del Mezzogiorno”.

Poi i conti. ”Il buco è evidentissimo” rimarca, e ”tutti sanno che è necessaria una manovra”. Polvere nascosta sotto il tappeto? ”Bersani dice che è nascosto, ma il buco è evidentissimo – spiega – lo dico da mesi e mesi. Servono i soldi per la cassa integrazione, gli esodati, a luglio scatta un punto di Iva e se vuoi toglierlo servono soldi, mancano i soldi per spese finanziate fino a fine anno… Lo sanno tutti che è necessaria una manovra”.

Interpellato inoltre sul caso Mps, l’ex ministro ritiene che in Commissione ieri doveva venire il presidente del Consiglio al posto del ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, ma il premier ”ha detto di no perché si tratta di un caso di ordinaria amministrazione. Questo scandalo. Deve spiegarci che cosa intende per straordinario caso, così scappiamo prima…”.

Tremonti ha ”trovato molto poco appropriato gli argomenti usati a difesa dalla Banca d’Italia. Se un’istituzione dice ‘non ho poteri sufficienti’ fa del male all’istituzione stessa, fa del male per difendersi, fa del male ai risparmiatori”. La Banca d’Italia, invece, ”ha un ispettorato, estremamente efficiente, persone per bene e dedicate al servizio pubblico, con fortissimi poteri”. adnk



   

 

 

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