Rimini, Summit: “NON ERAVAMO I PIIGS. TORNEREMO ITALIA”

RIMINI, 16 Ott – Sabato e domenica prossima, 20 e 21 Ottobre, Rimini ospita il Summit: NON ERAVAMO I PIIGS. TORNEREMO ITALIA. “L’uscita pilotata dell’Italia dal disastro eurozona: come la Modern Money Theory (MMT) riporterà la piena occupazione, la crescita e la democrazia alla nostra Nazione, alle nostre aziende e alle nostre famiglie con una nuova moneta sovrana”.

Questa, è la seconda conferenza nazionale  del Modern Money Theory (MMT) – la prima si è svolta nel febbraio scorso – e si terrà al sabato e domenica prossima 105 Stadium di Rimini. 

All’evento parteciperanno tremila persone. Tutti portatori d’interesse della piccola e media impresa italiana che sentono la necessità di salire in POLITICA per salvare l’economia italiana e la DEMOCRAZIA.

Al Summit, parteciperanno alcune delle più formidabili menti del mondo economico che durante il Summit, 28 ore di lavoro, di studio e di analisi economica inattaccabile e di autorevolezza granitica, costruiranno un Manifesto con l’obiettivo chiaro e raggiungibile di salvare l’economia e la democrazia della nostra Nazione.

Il Summit ha come slogan la seguente frase: “EUROZONA, TRATTATI EUROPEI, AUSTERITA’ DELL’ECONOMICIDIO, NEOLIBERISMO, FISCAL COMPACT, MES, BCE, FONDO MONETARIO, DRAGHI, MONTI, VON ROMPUY… ANDATE A FARVI FOTTERE. L’ITALIA SBATTE LA PORTA”.

Queste i relatori, menti davvero formidabili che si confronteranno sui temi suesposti:

WARREN MOSLER: sa, esattamente come si fa, e come si torna Italia sovrana, ricca e inattaccabile.

MATHEW FORSTATER: come l’ha fatto e come lo sta facendo l’Argentina, dalla miseria alla crescita più alta del mondo con la Modern Money Theory (MMT).

ALAIN PARGUEZ: perché l’Eurozona non è perdonabile, riformabile, trattabile.

PAOLO BARNARD: Sicuramente il più grande giornalista d’inchiesta. Organizzatore e Moderatore del Summit che si svolgerà sulla base di queste premesse:

Dato che la nostra economia rimane a livelli di depressione del tutto artificiosi.

Dato che la BCE offre fondi legati a condizionalità che mantengono in vita la nostra depressione economica.

Dato che la BCE non ha mostrato alcuna intenzione di ammorbidire quelle condizionalità.

Dato che la UE non ha mostrato alcuna intenzione di ridurre la disoccupazione ammorbidendo i limiti ai deficit di bilancio nazionali dettati da Maastricht.

Dato che la UE e la BCE hanno mancato di riconoscere il ruolo dei Deficit Positivi per sostenere la piena occupazione, la produzione aziendale e i risparmi.

Dato che l’inflazione da eccesso di domanda non è un pericolo finché la produzione non si riduce drammaticamente.

Dato che noi consideriamo le politiche che deliberatamente sostengono livelli alti di disoccupazione un crimine contro l’umanità.

Dato che le presenti politiche della UE e della BCE necessariamente manterranno la disoccupazione elevata e ridurranno i termini reali degli scambi commerciali.

Dato che i Trattati fondanti dell’Eurozona che hanno drasticamente limitato le nostre sovranità non furono mai sottoposti a un’analisi indipendente, né al consenso democratico dei cittadini.

Dato che l’intera struttura dei poteri sovranazionali della UE si fonda sulle inapplicabili ideologie Neoclassiche e Neoliberiste che necessariamente escludono qualsiasi possibilità di piena occupazione sostenibile, cioè di “Finanza Funzionale” per i popoli.

Dato che è ora chiaro che le politiche di Austerità di Mario Monti hanno fatto precipitare il Paese nella recessione, che sta divenendo piena depressione economica, attraverso uno sforzo che si fonda su teorie inapplicabili, ma anche su un preciso piano di spoliazione del bene comune a favore di pochi.

Dato tutto ciò, noi i cittadini della Repubblica Italiana chiediamo:

Il ritorno alla nostra moneta sovrana, con cui creare politiche che porteranno il governo a promuovere azioni al servizio del pubblico, includendo:

Il recupero della piena sovranità democratica controllata sempre dal volere popolare;

Il sostegno alla piena occupazione su base permanente;

Il sostegno alle aziende italiane creando le condizioni per l’aumento di domanda;

La fornitura di sostegno pieno agli anziani, ai giovani, agli infermi, ai disabili in modo da farci sentire fieri di essere italiani, ovvero fieri del nostro Stato Sociale;

Assicurare i conti correnti bancarie limitare lafunzione bancaria al servizio dei sistemi di pagamento, al servizio dei correntisti, e alla fornitura di prestiti al servizio della collettività;

Eliminare il pagamento governativo degli interessi attraverso la creazione di un sistema di fondi a zero rischio e a tassi zero, in coordinamento con la Banca d’Italia.

Come abbiamo detto, questa del Modern Money Theroy (MMT) è la seconda conferenza nazionale. La prima si è svolta ne febbraio scorso e qui sotto riportiamo un commento di Nino Gallori su un articolo scritto in proposito da: Federico Rampini ha scritto su Repubblica del 21-02-2012 (giorno palindromo!) un importante articolo sulla Modern Monetary Theory (MMT) che ci ricorda l’unica alternativa all’attuale disastro economico-finanziario in corso: l’uso del buon senso e di tutti gli strumenti disponibili per salvarci. In effetti, Draghi l’aveva già annunciato qualche settimana fa: stampare moneta o autorizzare mezzi monetari per trilioni di euro (migliaia di miliardi, come aveva già fatto la FED), si capisce, per la parte di sua competenza, vale a dire salvare le banche. Se la formula, finalmente, appare praticabile perchè non farlo – a livello di poche centinaia di miliardi – per salvare l’Europa, avviando la ripresa?

I seguaci della MMT sono post-keynesiani “duri e puri” come rileva Rampini, ma anche quelli che hanno tenuto conto dei grandi cambiamenti degli ultimi tempi (non dei semplici nostalgici di Keynes):

1) oggi è inutile definire la quantità di moneta nel senso che i trilioni di liquidità sparati nel sistema dalle banche centrali non inducono febbri inflattive proprio perchè le tecnologie disponibili – a differenza dei tempi di Keynes – consentono l’approntamento altrettanto illimitato di beni e servizi (forse, potrebbe definirsi solamente la quantità scarsa, quella che determina tensioni sui tassi di interesse, proprio quelle tensioni che Draghi e Bernanke cercano di evitare a tutti i costi);

2) cade il paradigma liberista che si debbano PRIMA risanare i conti pubblici e poi avviare la ripresa (ovvero che si debbano ridurre spese pubbliche e tasse per liberare risorse per lo sviluppo) perchè o c’è PRIMA la ripresa oppure i privati la aspettano per riprendere gli investimenti produttivi;

3) è urgente separare (come era fino al1990) i soggetti che svolgono attività finanziarie speculative da quelli che devono far credito all’economia perchè è solo il credito che rimette in moto l’economia stessa. In questo, la MMT può sembrare ben poco keynesiana, ma se i titoli del debito pubblico costano di più di quanto non cresce il PIL, come dargli torto?

Ecco perchè stampare moneta, ovvero emettere titoli al tasso dell’inflazione (il che è virtualmente lo stesso) potrebbe veramente aiutare.

Nino Galloni Fonte: http://rampini.blogautore.repubblica.it/Link: http://rampini.blogautore.repubblica.it/2012/02/22/commento-sulla-modern-monetary-theory/ 22.02.2012

Nino Galloni, economista, ha collaborato col professor Federico Caffè ed è stato direttore generale al ministero del Bilancio (Ministero dell’Economia), poi a quello del Lavoro. Autore di numerosissimi saggi e studi di economia, fra cui La Moneta Copernicana (assieme all’avv. Marco Della Luna), è docente presso la Cattolica di Milano, la Luiss di Roma e le Università di Napoli e Modena.



   

 

 

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