Eu: Perché “TORNEREMO ITALIA” e senza perdono.

30 Sett – di: Paolo Barnard – Non esiste perdono per chi viola il tempio della fiducia degli innocenti. Un uomo chiamato Gesù ce lo ha insegnato per l’eternità. I ladri e i truffatori violarono il suo ‘tempio’, ed egli li cacciò con spietata violenza. Nessun perdono dal Dio dell’amore.

Io ero un bambino alle scuole Carducci di Bologna quando le figurine del sussidiario mi parlavano del futuro di pace e di prosperità della CECA, la Comunità dell’Acciaio e del Carbone, incubatrice dei Trattati CEE, la Comunità Economica Europea. Era il 1966, io guardavo i ritratti di questi uomini della politica importante che mi apparivano dei papà supremi e giusti, genitori sapienti dei un avvenire sapiente. Quel bimbetto non immaginava, e non lo sapevate neppure voi, che già in calce a quei Trattati stavano i nomi di due biechi lobbysti degli interessi Neomercantili franco-tedeschi, Jean Monnet e Robert Schuman. Un diplomatico e banchiere ultra cattolico il primo, e un fanatico cattolico amico di Salazar e di Mussolini il secondo, entrambi odiavano la democrazia e predicavano il diritto assoluto delle elite di governare le “masse ignoranti”, passando per la distruzione delle sovranità degli Stati. Già allora l’inganno era totale, scientemente costruito, foraggiato dalle ideologie pre e post nazi-fasciste con le mefitiche iniezioni dell’integralismo vaticano e di Julius Evola, dei deliri sociopatici della scuola austriaca di Friedrich Hayek, del pensiero sadico dei mostruosi Leon Walras e Jaques Rueff. Un verminaio al curaro che è rimasto celato a tutti noi per altri cinquant’anni, fino all’apparizione di quella bandiera blu a stelle gialle in cerchio, così moderna, ohh!, così futuro, così giusta! Vero?

Divenivamo Euro-Europa, voleva dire più autorevoli, più efficienti, più sicuri, più cristalli e architetture spaziali nei nostri centri dell’economia, anche noi, l’Italietta, finalmente! Non più Fantozzi, ora anche noi City, ora the Web, ora le leggi politically correct, e saremmo stati più emancipati, più avanzati, più democratici, più belli da vedere persino.

Era una truffa, una rivoltante truffa che oggi espiamo nell’incubo senza fine dell’Eurozona degli spread, con la devastazione del presente e del futuro del 90% dei nostri figli, generazione kosovara fra meno di un decennio, per il beneficio di Francia e soprattutto della Germania. La espiamo, noi, gli innocenti, gli ingannati, violati nel tempio della fiducia che abbiamo dato ai padri di questo scempio fin dai tempi del mio sussidiario, e di quella data oggi ai Prodi ai Ciampi ai Monti, tutti consapevoli di poterci prendere per volgo ignorante cui tutto si poteva fare. E avevano ragione, perché oggi non reagiamo. Siamo i Maiali-PIIGS d’Europa, quando pochi attimi fa eravamo fra i primi del mondo; da due anni in Italia si bruciano aziende come mosche in un forno; falliscono anche le speranze, cresce così l’ansia, la cattiveria e l’egoismo che attanagliano i popoli quando si sentono minacciati nei gangli vitali, e noi lo siamo. Non solo ci hanno schiavizzati, ma ci costringono a divenire schiavi meschini e senza dignità.

Chi ha seguito il mio lavoro sa bene come sia articolata quella ignobile truffa, fra Trattato di Lisbona, Fiscal Compact, MES, e Sistema Euro. Cioè le decine di migliaia di pagine che, ci fu detto, avrebbero narrato la nostra prosperità democratica, mentre furono rese illeggibili proprio perché nessun cittadino potesse scorgervi l’abominio elitario di ciò che sancivano in realtà: riduzione drastica delle prerogative dei parlamenti sovrani; nessun capitolo sociale degno di questo nome; delega in bianco delle supreme decisioni in quasi ogni aspetto del vivere civile a organi non eletti di tecnocrati venduti alle lobby finanziarie e industriali; asservimento delle Costituzioni stesse a una legge europea “superiore” ma da nessuno di noi votata; rinuncia della prerogativa vitale di qualsiasi Stato, cioè quella monetaria; e poi spoliazione spudorata dei beni pubblici a favore di minuscole elite di speculatori e ‘rentiers’ Neomercantili. Infine i PIIGS, i Maiali d’Europa, “schiavi meschini e senza dignità”, un bailamme angosciante di imprenditori che si danno fuoco, di lavori a chiamata/singhiozzo/progetto dove il 78% è costretto ad accettarli sapendo che così non avranno mai una casa o una famiglia, di pensioni che al 50% non superano più la soglia di povertà della Caritas, di tasse da incubo, e di redditi al 23simo posto nell’OCSE, dietro Spagna e Irlanda. Noi, l’Italia di Enrico Mattei e di Sandro Pertini.

Questa Europa è una bestemmia del diritto, un aborto della Storia, ci ha traditi e violati. Con questa Europa, coi volti lugubri di criminali sociopatici come Jean Claude Juncker, Mario Draghi, Otmar Issing, Herman Rompuy, Angela Merkel, Francois Hollande, Mario Monti ed Elsa Fornero, Jens Weidmann, Jaques Attali, José Barroso, noi non solo non potremmo mai venire a patti, ma non dobbiamo. Hanno stuprato il nostro ‘tempio’, e non c’è perdono. Da questa Europa si esce e basta. Si straccia l’Euro, e si stracciano tutte le pagine dei Trattati frode di cui sopra. Si torna Italia, sovrani, degni, con una propria moneta Fiat e un’autorevole politica economica al servizio del 99%, cioè la Modern Money Theory. E si riscrive la storia di un continente che ha al suo centro un male incurabile che si chiama Sistema Potere di Francia e Germania. In questo tenderemo la mano ai tedeschi e ai francesi degni, e sono sempre più, che gridano in patria le medesime parole che avete appena letto qui, anzi, molto più sdegnate delle mie.

Ecco perché vi chiamiamo a Rimini e a Cagliari il 20-21 e 27-28 Ottobre prossimi, con i grandi economisti Modern Money Theory, James Galbraith, Stephanie Kelton, Warren Mosler, Marshall Auerback e Alain Parguez. Ecco il perché del TORNEREMO ITALIA. Per avere un Manifesto Economico e Sociale ferrato e inattaccabile con cui chiudere la porta in faccia al tradimento infame, e con cui reclamare la vera democrazia, noi, le persone che di essa siamo il cuore.*

Paolo Barnard



   

 

 

Commenti chiusi

Le pubblicazioni sul Sito Imolaoggi.it non hanno alcun carattere di periodicita'              © 2017 Imola Oggi. All Rights Reserved. Accedi -