A chi conviene l’euro? Solo alla Germania!

 Dal 2005 ad oggi, la Germania ha aumentato la Produzione industriale del 12%, mentre la media di PIGS e Francia l’hanno ridotta specularmente (-14% in media). Dati del tutto identici per la Bilancia commerciale e per la Bilancia dei pagamenti: i guadagni della Germania sono speculari alle perdite di PIGS e Francia. Questo fenomeno, prima dell’introduzione dell’Euro semplicemente non esisteva (le economie meno forti, di tanto in tanto svalutavano e tornavano competitive). Nei primi anni 2000, la Germania era “il grande malato d’Europa” (pochi lo ricordano, ma era cosi’, ed aveva andamenti del PIL asfittici, perfino peggiori in alcuni anni alla disastrata Italia). 1) Perche’ la Germania si rafforza economicamente e gli altri paesi Europei (con l’eccezzione del retroterra tedesco, l’Est Europa, area di delocalizzazione privileggiata del made in Germany) specularmente si indeboliscono? Semplice: perche’ c’e’ l’EURO. L’economia tedesca e’ favorita dall’Euro, una moneta tutto sommato abbastanza forte (anche oggi che sta in cattive acque, e’ a 1,29 su dollaro, contro 1,17 alla nascita), ma non troppo (diciamo non come il Marco). L’esatto opposto vale per tutti gli altri, chi piu’, chi meno (tanto il paese e’ piu’ debole, tanto piu’ l’Euro causa tracolli produttivi e dei conti esteri, e di conseguenza indebolimento economico). L’economia tedesca, che in questi anni s’e’ rafforzata anche grazie a riforme e ristrutturazioni, si basa su imprese manifatturiere medio-grandi, innovative, che riescono ad avere processi di razionalizzazione e contenimento costi migliori rispetto ai competitors del resto d’Europa. L’Italia (ma anche gli altri PIGS e la Francia) non hanno fatto riforme ed hanno sistemi politici piu’ ingessati e burocratizzati; le imprese di questi paesi, generalmente sono di dimensione inferiore, meno propese all’export, spesso familiari, meno propense alla ricerca ed all’innovazione. , 2) Se rimarra’ l’Euro, la Germania si rafforzera’ ulteriormente ai danni di Italia, Francia, Spagna, etc? SI, senza alcun dubbio. Onestamente, anche se in Italia, Francia e Spagna vi fossero governi efficienti, questa tendenza non potrebbe essere invertita per vari anni (ogni decisione di riforma e ristrutturazione ha comunque effetti sul medio e lungo termine) Per tornare ad essere competitive, le imprese Italiane, Francesi, Spagnole, etc., dovrebbero compire “una fortissima ristrutturazione”, passando dal modello attuale (piccole, familiari, iper-tassate, poco innovative, etc) a quello tedesco (grandi, aiutate dal sistema paese, de-tassate, innovative, etc). Ho un po’ semplificato il discorso (anche perche’ ciascuno di questi paesi ha delle peculiarita’), ma la sintesi e’ questa. Ovviamente, anche se al governo di Italia, Francia, Spagna, etc. arrivasse il Padre Eterno, tale trasformazione non sarebbe possibile, se non in 2, 3 o 4 lustri di lavoro efficiente. Tra l’altro tale trasformazione potrebbe avvenire, solo se in queste nazioni ci fosse una profonda ristrutturazione (facendo dimagrire lo Stato e rendendo la PA piu’ efficiente), che tra l’altro non si vede all’orizzonte. 3) Quindi, cosa sta accadendo? Che la Germania si arricchisce a spese di tutti gli altri paesi Europei, incapaci di reagire (riforme) e di prendere contromisure (essendo nell’Euro non possono svalutare e riacquistare conpetitivita’). Quanto visto nel 2005-2012, lo vedremo anche negli anni a venire. Il fenomeno e’ epocale: e’ come se in Italia tra il 2005-2012 avessero chiuso i battenti TUTTE le imprese del Centro Italia, e si fossero trasferite in blocco in Germania. , Il processo, negli anni diventa sempre piu’ intenso, e si auto-alimenta. I dati sono palesi. Tra 5 anni, di fatto, i PIIGS saranno semi-deindustrializzati e la Germania avra’ maggior forza per competere nel mondo. Ovviamente questo processo non porta solo a trasferire Produzione o export, ma anche PIL, occupazione, capitali, etc 4) Cosa conviene fare all’Italia (ed agli altri PIGS)? Uscire dall’EURO quanto prima, e parallelamente fare riforme per “ristrutturare” il paese e l’apparato produttivo. Il tempo e’ prezioso. Ogni anno nell’EURO ci “costa” la sparizione della produzione industriale di una regione tipo la Liguria (trasferita de facto in Germania o altrove). In pochi altri anni il gioco sara’ fatto e saremmo definitivamente fregati. Ribadisco che l’uscita dall’Euro va fatta in parallelo a forti riforme, se no abbiamo un po’ di respiro, ma poi non andiamo troppo in la’. Comunque, piu’ rimandiamo l’uscita dall’Euro, piu’ sara’ difficile riprendersi dopo. PS: non esiste alcun STELLONE che puo’ salvarci. L’Italia ha solo 2 punti di forza economici: industria manifatturiera e risparmi privato. La prima e’ in tracollo (a causa dell’Euro, ed in parte a causa della miopia delle classi dirigenti), e la seconda sta iniziando a sua volta a calare (l’indebolimento economico causato dalla perdita di produzione, ma anche dalle mancate riforme, insieme alla follia di tasse a livello stronomico, stanno ammazzando pure il risparmio). Piu’ aspettiamo, piu’ deterioriamo sia le IMPRESE, sia il RISPARMIO. Sotto un certo livello, non ci sara’ svalutazione che tenga: non avremo piu’ massa critica per riprenderci.

Fonte: News Trend Online

Rischiocalcolato



   

 

 

1 Commento per “A chi conviene l’euro? Solo alla Germania!”

  1. ne sono pienamente convinto , ma come fermare la banda di criminali che ci sta distruggendo?
    La corruzione tedesca ( guardate che sono stati loro gli inventori del sistema delle mazzette … poi copiato da noi) è stata decisiva anche in Grecia … di fatto la Germania ha lanciato un OPA sulla Grecia! Agli speculatori (arabi ed americani in testa ) la situazione va a genio , in vista di potersi comprare i PIGS con pochi spiccioli , di avere riserve di mano d’opera a basso costo per i prossimi secoli e soprattutto un grande bacino di espansione per le popolazioni islamiche in esplosione demografica!
    Politica , media e forza militare stanno con loro … se non torna Gesù Cristo in persona la vedo nera!

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