Bologna: chi paga il dietrofront sul Civis?

Il Civis

Una trattativa serrata con Irisbus. E’ quella che vedrà presto impegnato il Comune di Bologna, il giorno dopo l’annuncio della sospensione dei cantieri del Civis, ordinata dal Primo Cittadino Virginio Merola e dall’Atc.

L’obiettivo di Palazzo d’Accursio, per bocca dell’Assessore ai Lavori pubblici Luca Rizzo Nervo, sarà quello di riuscire a strappare alla ditta produttrice un mezzo sostituivo, molto probabilmente un filobus, per il tram su gomma con guida ottica giudicato non sufficientemente sicuro dalla commissione di sicurezza di nomina del Ministero dei Trasporti.

Per il momento, dunque, ancora nessun contenzioso, ipotesi che invece aveva preso prepotentemente piede nel primo pomeriggio di oggi.

Ma c’è la preoccupazione di riuscire a non perdere quei sostanziosi finanziamenti già garantiti dallo Stato, che, però, ancora non sono stati versati. E per questo il Comune punta tutto sul fatto che sia stata la stessa commissione ministeriale a non dare il via libera definitivo al Civis.

I comitati dei cittadini si mostrano pronti ad intraprendere una class action contro Irisbus per la richiesta di danni. E anche il Sindaco di San Lazzaro Marco Macciantelli, che pure parla del blocco dei cantieri come di un «provvedimento doveroso», vigilerà perché i costi legati al cambiamento di rotta non gravino sul bilancio dell’amministrazione comunale.

Luca Balduzzi



   

 

 

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