Le autorità della Turchia hanno vietato l’attracco nel porto di Kuşadasi a una nave da crociera americana per turisti Lgbtq+ adducendo “motivazioni morali”
“È assolutamente fuori questione che il suddetto gruppo arrivi nella nostra provincia con un’organizzazione di tale natura” si legge in un comunicato stampa condiviso sui social dalla prefettura locale. Nella nota viene evidenziato che il divieto di attracco “non ha alcuna relazione con le altre partenze organizzate per il porto della nostra provincia”. La misura dunque non riguarda altri operatori turistici, ma è espressamente un ban verso gli omosessuali.
La nave Scarlet Lady della Virgin era partita da Atene lo scorso 5 luglio per quello che è stato pubblicizzato come “un epico viaggio di 10 giorni interamente dedicato alla comunità gay”, organizzato da Atlantis, una compagnia statunitense specializzata in crociere e vacanze per persone Lgbtq+. Non potendo fermarsi in Turchia, la nave farà tappa al Cairo e sull’isola di Creta.
“Comportamenti in contrasto con la nostra società”
A bordo della Scarlet Lady ci sono circa duemila persone. La prefettura parla di “gruppi noti per comportamenti in contrasto con la struttura della nostra società e i nostri valori morali”. Il post è stato accolto da commenti per lo più positivi: “Sia fatta la volontà di Allah” festeggia un utente. “Che questo tipo di perversioni venga completamente vietato. Che venga incluso nell’ambito dei reati”.
“È stata una decisione giusta e azzeccata” scrive un altro. Non manca però chi è in disaccordo: “Avete fatto una stron**ta contraria ai diritti umani che danneggia l’immagine del paese, il turismo e l’economia locale” si legge tra i commenti, “e per di più ve ne vantate”.

