Atap lancia un progetto con il consolato marocchino per affrontare la cronica carenza di conducenti
Nel Biellese e nel Vercellese mancano autisti per garantire il servizio di trasporto pubblico. Per far fronte a una carenza di personale che dura da anni, Atap ha avviato un progetto con il consolato del Marocco finalizzato alla formazione e al reclutamento di nuovi conducenti. L’iniziativa, presentata dalla presidente Francesca Guabello al console generale del Marocco a Torino, Yassine Dadi, prevede la creazione di una Academy e il sostegno economico per conseguire la patente professionale e affrontare le prime spese di alloggio.
Un progetto analogo funziona già nel Milanese, dove l’accordo è stato siglato con la Tunisia. In pratica l’ente si farebbe carico del costo della patente di guida, circa 3 mila e 500 euro, e dell’affitto di un alloggio per sei mesi. Biella avrebbe bisogno di almeno 15 autisti, mentre Vercelli di una dozzina.
“E non si trovano – spiega Guabello -. È un problema cronico, legato al fatto che si tratta di un lavoro impegnativo, con orari lunghi, spesso spezzati e che si estende nei fine settimana. Un problema che arriva da lontano e che puntiamo di risolvere anche con questo progetto, pensato per migliorare la qualità del servizio pubblico. Ci siamo rivolti alla comunità marocchina perché la più numerosa e presente da più tempo nel territorio. Quindi con l’idea che accogliere lavoratori stranieri, con legami familiari o culturali nelle nostre zone, fosse più facile. Ma ovviamente la proposta è valida per tutte le persone interessate, di qualsiasi altra etnia o provenienza extracomunitaria. E soprattutto è valida per le donne. Abbiamo già una dipendente, marocchina, molto apprezzata come autista di linea”.
I numeri di Atap parlano chiaro in termini di deficit del personale. Ci sono da coprire 153 turni giornalieri con 139 autisti, costretti spesso agli straordinari. L’azienda ogni anno percorre 4 milioni e 600 mila chilometri, necessari per garantire il servizio pubblico. “Che oggi funziona anche per lo spirito di abnegazione di molti lavoratori – insiste la presidente -. Il responsabile del personale, per esempio, durante l’anno scolastico, al mattino guida il bus e al pomeriggio lavora nella sua scrivania”.

