Una seduta solenne durata poco più di un’ora, senza interventi esterni e conclusa con l’uscita dall’aula delle opposizioni di centrodestra
È questo l’esito della giornata del Consiglio regionale della Toscana dedicata al Giorno del Ricordo, segnata dalla decisione dell’Ufficio di presidenza di escludere, all’ultimo momento, l’intervento del giornalista e saggista Italo Bocchino, inizialmente previsto in programma come voce narrante di un docufilm sulle foibe. La scelta ha trasformato la commemorazione istituzionale in un caso politico, tanto per i toni quanto per la durata stessa della seduta: è infatti raro che un Consiglio regionale, per di più convocato in forma solenne per una ricorrenza nazionale, si esaurisca in appena sessanta minuti. Bocchino ha parlato apertamente di “censura molto grave” da parte del presidente della Regione Eugenio Giani, accusato di essersi “fatto dettare l’agenda dall’Anpi“.
“Sono tra i firmatari della legge che istituisce il Giorno del Ricordo – ha detto – ma questo non basta se ci sono politici con la ‘p’ minuscola che mettono il bavaglio a un giornalista perché considerato di destra”. Secondo Bocchino, la decisione avrebbe prodotto “un boomerang politico” e “una notizia nazionale costruita da sola”.
Al centro della polemica il cortometraggio realizzato da Federica Martini Masoni, dedicato alla vicenda degli esuli istriani, che avrebbe dovuto essere presentato in Consiglio. “Io non ero un ospite politico – ha spiegato Bocchino – ma una voce narrante di un lavoro storico. Sul sito della Regione, per ore, il mio intervento risultava ancora in programma”.
Durissima la reazione di Fratelli d’Italia. La capogruppo Chiara La Porta ha annunciato in aula la decisione di non partecipare alla seduta: “Preso atto dell’esclusione dell’ospite all’ultimo momento, non ci prestiamo a un dibattito che snatura il senso del Giorno del Ricordo”. Dopo il suo intervento, i consiglieri di FdI e Forza Italia hanno lasciato l’aula.
Di segno opposto la posizione della presidenza del Consiglio regionale. Stefania Saccardi ha respinto l’accusa di censura, spiegando che la scelta di non prevedere interventi esterni era finalizzata a “evitare contrasti e contrapposizioni” e a garantire una celebrazione “unitaria” e “di memoria collettiva”. “Nessuna decisione contro una persona – ha sottolineato – ma la volontà di svolgere il Consiglio come una seduta istituzionale, pur con all’ordine del giorno il Giorno del Ricordo”.La decisione, maturata poche ore prima dell’avvio dei lavori, ha però inciso in modo determinante sull’andamento della giornata.Al termine della seduta, il centrodestra ha organizzato autonomamente la presentazione del documentario in una sala della sede del Consiglio regionale. (askanews)

