Forteto, Rsa di Fiesoli dopo la scarcerazione pagata con soldi pubblici

Forteto Fiesoli

L’Unione dei Comuni Valdarno e Valdisieve avrebbe erogato, nei mesi successivi alla scarcerazione di Rodolfo Fiesoli, oltre cinquemila euro di denaro pubblico per pagare la retta della residenza sanitaria a Padova dove l’ex capo del Forteto stava scontando la detenzione domiciliare. A renderlo noto è il deputato di Fratelli d’Italia Francesco Michelotti, presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul Forteto, commentando i primi risultati dell’indagine parlamentare.

L’Unione dei comuni Valdarno e Valdisieve ha erogato a Rodolfo Fiesoli un contributo economico per pagare la retta della residenza sanitaria a Padova dove, dopo la scarcerazione del febbraio 2023, ha scontato la pena in regime di detenzione domiciliare, per un totale di oltre cinquemila euro di denaro pubblico.

Quanto emerge dall’inchiesta parlamentare della Commissione Forteto lascia sbigottiti: ancora una volta le istituzioni si sono di fatto inchinate al capo storico del Forteto – afferma Michelotti tramite una nota – Non erano bastate le pesanti condanne penali definitive per i reati su minori e tutte le denunce delle vittime che hanno fatto emergere un sistema malato di sostegni e accondiscendenze. Per autorizzare l’erogazione i servizi sociali non hanno neanche ritenuto di chiedere l’Isee di Fiesoli: possibile che a nessuno sia venuto neanche il dubbio che non fosse opportuno né indicato effettuare un intervento del genere nei confronti di un condannato per fatti gravissimi che negli anni ha maneggiato un patrimonio economico consistente come quello prodotto dal Forteto?”.

Solo dopo molti mesi “i comuni hanno richiesto la restituzione dei soldi, sollecitata ‘con provvedimento d’urgenza’ avvenuto, per una curiosa coincidenza, il giorno stesso del decesso – si legge ancora nella nota diffusa dal presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul Forteto – Secondo quanto riferito dagli auditi oggi in Commissione, il Presidente dell’Unione dei comuni Valdarno e Valdisieve e sindaco di Pontassieve, Carlo Boni, e due funzionari che hanno lavorato a quei provvedimenti, nessuno ha ritenuto di effettuare approfondimenti per fermare l’imbarazzante procedura. La Commissione parlamentare effettuerà ulteriori approfondimenti per fare luce su questo ennesimo sconcertante fatto di una lunga lista”.
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