Nuova escalation nella zona universitaria di Bologna. A poche ore dall’operazione della Polizia di Stato che ha portato all’arresto di sette persone accusate di aver preso parte ai sabotaggi della linea dell’Alta Velocità in occasione dell’inaugurazione delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina, i muri del quartiere universitario si sono riempiti di scritte offensive, minacce e slogan riconducibili all’area anarchica.
La particolarità di questo nuovo episodio, però, è rappresentata dal bersaglio scelto dagli autori. Questa volta, infatti, nel mirino non ci sono soltanto le istituzioni o le forze dell’ordine in senso generico, ma singoli agenti e funzionari della Digos di Bologna, citati direttamente con nome e cognome sulle facciate degli edifici e sui cartelli stradali della zona universitaria. Le scritte sono apparse tra via Belmeloro, via Selmi e Largo Trombetti, nel cuore della cittadella dell’Alma Mater, un’area che negli ultimi mesi è stata più volte teatro di imbrattamenti e azioni dimostrative riconducibili all’area anarchica e antagonista.
Le scritte dopo il blitz contro la cellula anarchica
Secondo quanto emerso, gli imbrattamenti sarebbero stati realizzati nella notte, intorno alle 2.30, poche ore dopo il blitz coordinato dalla Procura di Roma che ha colpito una presunta organizzazione anarchico-insurrezionalista accusata di aver organizzato una serie di sabotaggi contro la rete ferroviaria ad alta velocità. Tra gli arrestati figura anche Nico Aurigemma, volto noto dell’area antagonista bolognese e protagonista negli anni passati delle mobilitazioni legate all’esperienza dell’Aula C occupata.
Nell’inchiesta compare inoltre anche una donna residente a Bologna. Proprio in riferimento agli arresti, una delle scritte apparse sui muri recita: “Sette compagnx arrestatx. Digos ti brucio”, accompagnata dalla simbologia anarchica. Non mancano poi riferimenti diretti ad Alfredo Cospito, l’esponente anarchico detenuto al regime del 41 bis, da tempo considerato un punto di riferimento per il movimento anarchico-insurrezionalista. Tra gli slogan comparsi sui muri si legge infatti anche “Cospito libero”, accompagnato da frasi contro il regime detentivo speciale.
Nel mirino gli uomini della Questura
A preoccupare maggiormente gli investigatori è però la scelta di indirizzare gli attacchi contro singoli operatori della Polizia di Stato. Accanto a slogan come “meno sbirri e più maranza” sono infatti comparsi insulti e minacce rivolti a funzionari e agenti della Digos identificati con nome e cognome. Una modalità che segna un ulteriore salto di qualità rispetto ai tradizionali graffiti politici che negli anni hanno caratterizzato la zona universitaria. Secondo chi conosce da tempo la realtà dei movimenti antagonisti bolognesi, anche il linguaggio utilizzato appare più aggressivo rispetto al passato. Se un tempo prevalevano ironia e provocazione, oggi il tono sembra orientato verso una contrapposizione più dura e personale. Le scritte sono state rilevate dagli agenti intervenuti sul posto e sono ora oggetto di approfondimenti investigativi.
Al vaglio le telecamere della zona universitaria
La Polizia di Stato ha immediatamente avviato gli accertamenti per identificare gli autori degli imbrattamenti. Gli investigatori stanno acquisendo e analizzando le immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza presenti nella zona universitaria per ricostruire gli spostamenti dei responsabili e verificare eventuali collegamenti con gli ambienti coinvolti nell’inchiesta sui sabotaggi ferroviari. Le scritte, una decina in totale, sono state distribuite in punti diversi del quartiere, una modalità che lascia ipotizzare un’azione organizzata e pianificata.
La solidarietà del Sindacato Autonomo di Polizia
Sull’accaduto è intervenuta con fermezza la Segreteria Provinciale di Bologna del Sap, il Sindacato Autonomo di Polizia, che ha espresso piena solidarietà agli agenti e ai funzionari finiti nel mirino. “In qualità di rappresentanti sindacali esprimiamo la massima vicinanza a tutte le colleghe e i colleghi della Digos per le infamanti scritte apparse in zona universitaria”, si legge nel comunicato diffuso dal sindacato.
Il Sap ha inoltre reso noto di aver inviato una lettera al Questore e al dirigente dell’ufficio per manifestare gratitudine nei confronti del lavoro svolto quotidianamente dagli operatori della Digos. “Ci auguriamo che l’Amministrazione comunale provveda con la massima urgenza alla rimozione di quelle frasi ed esprima una ferma condanna per quanto accaduto”, sottolinea il sindacato. Particolarmente forte il passaggio dedicato agli agenti direttamente citati nelle scritte. “Siamo vicini ai colleghi, poliziotti seri e capaci, che sono stati attaccati apertamente da quelli che continuiamo a definire professionisti del disordine”.
Un clima di tensione crescente
L’episodio si inserisce in un contesto di crescente tensione che negli ultimi mesi ha interessato la zona universitaria di Bologna, tra contestazioni, occupazioni, manifestazioni e azioni dimostrative. La comparsa di scritte contenenti riferimenti diretti agli investigatori che hanno seguito le principali inchieste sul fronte anarchico rappresenta un elemento che viene osservato con particolare attenzione dalle autorità. Mentre proseguono le indagini per individuare gli autori degli imbrattamenti, resta alta l’attenzione sul quartiere universitario, da sempre luogo di confronto politico e sociale, ma che negli ultimi giorni è tornato al centro delle cronache per episodi che rischiano di alimentare ulteriormente il clima di contrapposizione tra movimenti antagonisti e forze dell’ordine.

