Imam di Torino, la sinistra si mobilita contro l’espulsione

Boldrini e Salis

Non tutti sono d’accordo con il provvedimento di espulsione notificato qualche giorno fa a Mohamed Shahin, imam della moschea Omar Ibn Al Khattab a Torino

Secondo il decreto firmato dal ministero dell’Interno l’uomo avrebbe “un ruolo di rilievo in ambienti dell’Islam radicale, incompatibile con i principi democratici e con i valori etici che ispirano l’ordinamento italiano“. Non solo. Shahin è accusato anche di essere “messaggero di un’ideologia fondamentalista e anti-semita” essendosi anche reso “responsabile di comportamenti che costituiscono una minaccia concreta attuale e grave per la sicurezza dello Stato”.

Nel decreto si fa inoltre riferimento alle dichiarazioni fatte durante la manifestazione pro Pal del 9 ottobre scorso in cui l’imam aveva definito l’attacco del 7 ottobre come un atto di “resistenza” contro l’occupazione di Israele. Per il Viminale avrebbe “difeso i terroristi di Hamas legittimando lo sterminio di inermi cittadini israeliani” generando una vasta risonanza mediatica e “indignazione” anche tra i meno radicali del movimento pro Pal. A carico dell’uomo inoltre risulta una denuncia per il reato di blocco stradale nel corso di una manifestazione del 17 maggio scorso a Torino.

La sinistra si mobilita

A sinistra si mobilitano contro l’espulsione. Una richiesta di spiegazioni al governo è arrivata già l’altro ieri con una nota congiunta firmata da un drappello di parlamentari Pd e Avs (tra cui Laura Boldrini) e da Antonino Iaria del Movimento 5 Stelle.

Nel comunicato si legge: “Abbiamo presentato un’interrogazione a risposta scritta al ministro dell’Interno per chiedere l’immediata sospensione del provvedimento di espulsione nei confronti di Mohamed Mahmoud Ebrahim Shahin, imam della moschea di via Saluzzo a Torino, cittadino egiziano in Italia da quasi vent’anni e noto oppositore del regime di Al-Sisi”.

“Il ministero ha revocato il suo permesso di soggiorno e – proseguono le deputate e i deputati – disposto il rimpatrio, ignorando che Shanin ha formalizzato una nuova domanda di asilo, che per legge sospende ogni espulsione. Nonostante ciò, il giudice ha convalidato il provvedimento e l’uomo è stato trasferito al Cpr di Caltanissetta, separato dalla moglie e dai due figli minori. Se rimpatriato, rischia arresto e torture nelle stesse carceri dove fu ucciso Giulio Regeni”. I parlamentari conludono la nota asserendo che “espellere un dissidente significa tradire i principi dello Stato di diritto”.

Salis: “Mohamed è una figura stimata, un uomo di dialogo e di pace”

L’ultima a intervenire è stata l’europarlamentare di Avs Ilaria Salis. Shahin, scrive in un post pubblicato sui social, “rischia di essere deportato in Egitto, dove con ogni probabilità verrebbe perseguitato in quanto oppositore del regime di Al-Sisi e potrebbe perfino andare incontro alla pena di morte”.

“Mohamed vive in Italia da 21 anni e ha due figli piccoli” prosegue Salis. “È una figura stimata da chiunque lo abbia conosciuto, anche da persone con orientamenti politici molto diversi. Uomo di dialogo e di pace, da sempre impegnato nella difesa dei diritti umani, attorno a lui si sta mobilitando una comunità ampia e trasversale, compresi molti cattolici”.

“Questo provvedimento – conclude l’eurodeputata – non ha nulla a che vedere con la sicurezza, ma è un attacco politico, dai tratti apertamente razzisti e islamofobi, con cui un governo sempre più autoritario tenta di punire e intimidire il movimento per la Palestina”.

Ma dalla maggioranza fanno spallucce. “L’espulsione dell’imam di Torino – replica il senatore di Fratelli d’Italia Gianni Berrino – rappresenta un atto dovuto e un segnale chiaro: l’Italia non tollera chi predica odio, mette a rischio la sicurezza dei cittadini e calpesta i valori che fondano la nostra comunità nazionale”.

“Fratelli d’Italia – conclude il senatore – da sempre sostiene con convinzione l’operato del Governo e delle autorità competenti, impegnate a difendere l’ordine pubblico e a contrastare ogni forma di radicalismo incompatibile con la nostra identità e con la nostra democrazia. Questa è la direzione giusta e continueremo a sostenerla con determinazione”.
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