Salario minimo, Conte strappa il testo in Aula

La battaglia delle opposizioni sul salario minimo è arrivata alle battute finali. Le minoranze hanno provato anche nell’emiciclo di Montecitorio a rimettere al centro la propria proposta, ma Montecitorio ha bocciato l’emendamento unitario con 149 voti contrari e 111 favorevoli. Come riporta il Fatto quotidiano, a quel punto I leader di opposizione hanno ritirato le loro firme dal provvedimento modificato dal governo.

“Questo gesto proditorio non lo compirete nel mio nome né di quello del M5S”, ha detto il leader del M5S Giuseppe Conte, originariamente il primo firmatario della proposta di legge sul salario minimo, che ha strappato il testo in aula.

“Questa battaglia la vinceremo. Il Paese è con noi. Dopo vari balletti, vari teatrini e rinvii, espedienti di varia natura e stratagemmi di vario ordine il presidente Meloni ha gettato la maschera, ha votato no al salario minimo legale. Ha detto no alla condizione che non è dignitosa in cui versano tre milioni di lavoratori. Con la stessa arroganza con cui fate fermare un treno per far scendere un ministro avete fermato la speranza di tutti questi lavoratori che sono sottopagati”.
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