San Marino: Banca Centrale e il concetto di Vigilanza

BCMS POOL

Riceviamo e pubblichiamo

Caro Direttore,
come avrà letto, a San Marino siamo al paradosso.

La Presidente di Banca Centrale di San Marino auspica ed invita ad una maggior vigilanza quando la stessa attuale Governance da lei presieduta pare proprio non aver mai vigilato su quanto negli ultimi anni alle cronache relativamente al dissesto bancario locale.

Ovvero ci si chiede chi vigilava su quanto, per esempio, relativo al finanziamento accordato proprio dall’attuale Presidenza al CIS, prima che lo stesso venisse posto in LCA lasciando i correntisti a bocca asciutta. Finanziamento questo addirittura erogato dopo ratifica chiesta dalla stessa Presidente, nonostante i membri del Comitato Credito e Risparmio e del Comitato per la Stabilità Finanziaria avessero rifiutato all’unanimità tale concessione. Rifiuto questo che oltretutto comportò le dimissioni dell’avvocato verbalizzante del Consiglio Direttivo considerato che, a quanto pare, dalla stessa Presidente gli era stato chiesto di cambiare il verbale, sostituendo la parola “ratifica” con “presa d’atto”, senza contare quanto seguí tale verbalizzazione “ad personam”, compreso il tentativo di responsabilizzare il Governo per tale decisione.

E che dire sulla vigilanza in merito a quanto occorso ad Asset banca, che aveva portato portato ad una LCA, questa volta illegale, comminatale certo dalla precedente gestione di BCSM, ma protratta per 5 anni grazie anche agli uffici e all’attività dell’attuale in Tribunale in opposizione al ripristino della legalità e che ancora oggi vede i soci della Banca all’inseguimento non solo di un dovuto risarcimento ma anche del sequestratogli?

Senza contare quanto alle attività della Presidenza Clarizia, con Mario Giannini DG, e quel che ha riguardato Banca Commerciale Sammarinese nel 2013 fatta confluire in Asset, la quale come da atti processuali presenti sia al Tribunale Unico che in CEDU mentiva per iscritto, sapendo di mentire, addirittura ad esposti ufficiali relativi a furti perpetrati ai danni della clientela da funzionari di quest’ultima. E si noti bene come questi ultimi fatti sono ben noti all’attuale Presidente visto che l’abuso di cui sopra era avvenuto ai danni di cittadina italiana ed UE, come segnalatole già nel lontano 2018 addirittura dall’Ambasciatore italiano che in merito presentò denunce alle Procure di Roma e Rimini.

Quindi di quale necessaria vigilanza starebbe parlando la Presidente?

Di quella forse attuata da lei attraverso contatti, ancora non chiariti nella liceità, con Servizi Segreti e Guardia di Finanza italiani?

O di quella eventuale di una Banca d’Italia con cui dalla stessa Presidente non è stato ancora neppure impostato uno straccio di memorandum in 60 e più mesi di mandato?

Come mai visto anche quanto alla relazione della Commissione Consiliare d’inchiesta sul dissesto bancario non viene magari invocata dalla Presidente una vigilanza su BCSM da parte di Autorità indipendenti, viste le abnormi lacune negli anni dimostrate dall’ente che governa?

Da avvocato esperto del settore quale è l’attuale Presidente, in cinque anni di mandato, non si è accorta di certi marciumi che puzzavano di illegalità nascosti tra i documenti dell’ente che dovrebbe governare rispettandone quantomeno Statuto e Codice etico?

Come mai il “gotha” politico Sammarinese non chiede spiegazioni approfondite e ordina un attento esame di quanto alle responsabilità del carrozzone BCSM – vistine oltretutto i costi per la collettività – proprio su quanto al dissesto bancario creatosi in RSM, attraverso una bella ispezione che faccia pelo e contropelo agli ultimi 20 anni di gestione del sistema finanziario locale?

In quanti hanno le loro impronte su tali marciumi e siedono sugli scranni del potere locale o vi sono stati seduti nel recente passato?

Ecco, forse è questa l’unica domanda che il cittadino sammarinese dovrebbe porsi in vista delle non lontane prossime elezioni.

Lettera firmata