Ucraina, Kiev: quasi meta’ del sistema elettrico del Paese fuori uso

Kiev

(ANSA) – Quasi la meta’ del sistema energetico ucraino e’ stato messo fuori uso dagli attacchi missilistici dei russi. Lo ha comunicato il primo ministro Denys Shmyhal durante un briefing con il vicepresidente esecutivo della Commissione europea Valdis Dombrovskis. “Solo il 15 novembre, la Russia ha lanciato circa 100 missili contro le citta’ ucraine. Quasi la meta’ del nostro sistema energetico e’ stato disabilitato”, ha detto Shmyhal.

Solo pochi giorni fa, Kiev aveva dichiarato che per attaccare le infrastrutture civili dell’Ucraina, la Russia averva utilizzato circa l’80 per cento dei suoi missili. Lo aveva detto il rappresentante della direzione principale dell’intelligence del ministero della Difesa ucraino Vadim Skibitsky, citato da Ukrainska Pravda, aggiungendo che alla Russia “sono rimasti soltanto 120 Iskander”.

“Sentiamo tutti che la nostra vittoria si avvicina”. E’ quanto ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nel suo videomessaggio del 14 novembre. “Ci sono sempre persone che combattono e lavorano per la nostra vittoria” ha detto ringraziando soldati, medici e diplomatici che sono stati in servizio in Ucraina 24 ore su 24 per più di 260 giorni dall’inizio della guerra di aggressione russa.

Intanto il consigliere per la Sicurezza nazionale degli Stati Uniti, Jake Sullivan, in un recente incontro avuto con Volodymyr Zelensky, ha raccomandato al presidente ucraino di aprire ai negoziati con la Russia per una soluzione diplomatica del conflitto e di pensare a richieste realistiche e a delle priorità. Lo riporta il Wall Street Journal, citando due fonti europee informate sull’argomento. Secondo le fonti, in particolare Sullivan ha invitato il leader ucraino a rivedere l’obiettivo dichiarato il ripristinare il controllo dell’Ucraina sulla Crimea.

 

 

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