Vedovi color porpora

Vedovi color porpora

di Manola Bozzelli – Cari vedovi color porpora, devo ancora capire se essere profondamente arrabbiata con voi per aver utilizzato due pesi e due misure nel giudicare gli avvenimenti della quotidiana vita degli ultimi due anni e mezzo, oppure essere comprensiva e lasciar correre questo ennesimo atteggiamento distopico e del tutto parziale, decontestualizzato dalla realtà nella quale siete calati come noi, appunto, da più di due anni.

Voglio però chiedervi alcune cose. Come mai non vi siete messi sul balcone con il pugno alzato a cantare “bella ciao” quando i sanitari -primi fra tutti- sono stati minacciati e poi sospesi dal lavoro, loro che acclamavate come gli eroi del XXI secolo, ridotti senza stipendio e senza dignità dal palazzo del potere dello stesso color porpora di cui oggi vi ammantate a lutto? E perché non lo avete fatto quando hanno minacciato e sospeso il personale scolastico e quello delle forze armate? Perché non avete fatto i partigiani mentre quello stesso governo compiva atti di inaudito vilipendio alla nostra sacra Costituzione, madre dei nostri diritti e delle nostre libertà nate sulle ceneri di quel fascismo che tanto aborrite, oggi?

Vi rendete conto che riuscite a vedere (come uno strabico!) il nemico e a chiamare dittatura solo quella che proviene dalla destra? Ma davvero non vi siete resi conto della DITTATURA perpetrata dal vostro partito “democratico” (mi scappa da ridere chiamarlo così!)? E allora, ditemi un po’, quale pugno sinistro di lotta innalzavate per combattere al fianco dei vostri colleghi ai quali controllavate voi stessi un lasciapassare per poter lavorare?

Dov’era la voce del vostro orrore mentre nelle piazze ci veniva impedito di manifestare pacificamente e venivamo attaccati dalle forze dell’ordine con gli idratanti, mentre seduti e assisi stringevamo un rosario tra le mani? E quando la cassiera del supermercato ci impediva di comprare un giocattolo per nostro figlio oltre a pane e latte, dove eravate? E mentre dei bambini restavano con gli occhi sbarrati davanti a uno scivolo sul quale gli era impedito di salire o dinanzi allo scaffale dei giochi che non avrebbero mai potuto comprare, in un supermercato nel quale pure erano potuti entrare? E quale rabbia avete mostrato di fronte all’assurdita’ di un coprifuoco?

Quali lacrime avete versato per quei ragazzi che non potevano salire sul bus che li avrebbe accompagnati a scuola? Nessuno a fare il partigiano mentre i nostri figli non potevano più fare sport, andare al cinema o a mangiare una pizza con gli amici! Non sentivate alcun sentimento di persecuzione quando sulla spiaggia isolata accorrevano le forze dell’ordine dietro a un uomo che faceva jogging in solitaria? E quando vi hanno impedito di trascorrere il Natale coi genitori anziani?

Allora, a tutti voi, miopi e surreali partigiani di un’epoca distorta, afflitti dal risultato elettorale che ha consegnato alla vituperatra destra che ancora vi ostinate a chiamare fascista, il governo dell’Italia, a voi falsi e ipocriti democratici, a voi che avete usato alla meglio l’arma dell’indifferenza e alla peggio avete plaudito ai soprusi e alle discriminazioni che perpetravano su quelli come noi… a voi, ora, chiediamo di tacere, almeno adesso, per buona creanza e per dignità semmai ne possedeste una. Perché noi quelle lacrime, quella indignazione, quella resistenza, quella lotta pacifica, quel coraggio del dissenso lo abbiamo avuto tutti i giorni da ormai oltre due anni e mezzo, derisi e insultati come Gesù Cristo sulla croce!

Noi, non voi, dovremmo essere offesi nel vedere che un partito del sistema ha ottenuto la maggioranza dei voti degli Italiani, per giunta senza alcun merito proprio ma solo grazie all’astensionismo. Ma sapete cosa c’è? Che a noi non importa il colore della dittatura perché abbiamo imparato sulla pelle che qualunque esso sia fa male e ci ripugna. Soprattutto non abbiamo paura, perché cambia solo il nemico ma la nostra resistenza avrà la stessa forza e la stessa incisività di sempre.

Noi, diversamente da voi, abbiamo diritto di parola, perché non abbiamo smesso mai di credere che un giorno ci riprenderemo l’Italia. Voi siete già morti il giorno in cui la paura di morire ha ribaltato la vostra scala dei valori spostandosi al di sopra della voglia di vivere e facendovi diventare egoisti e gretti. Perché anche la storia del “lo faccio per il bene del prossimo” ve la potete raccontare tra di voi: la verità è che lo avete fatto solo per voi stessi, terrorizzati dall’idea di morire o di non poter andare nel vostro ristorante preferito! Noi, gli egoisti, gli untori, gli insensati, abbiamo combattuto anche per voi che nel mentre ci insultavate. E sapete una cosa? Lo rifaremo daccapo!

La strada è molto lunga… buon risveglio partigiani da strapazzo, possiate riaprire presto gli occhi in un’alba in cui l’unico colore sia quello che ci ricorda d’essere, dopotutto e ancora e per sempre, ITALIANI LIBERI!

Avv. Manola Bozzelli – vicepresidente di Associazione Arbitrium

 

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