Inchiesta Open, “software da 260mila dollari per influenzare il voto”

Inchiesta Open software da 260mila dollari per influenzare il voto

Inchiesta Open, Carrai incontra i creatori del software israeliano a Palazzo Chigi. Nuovi retroscena emergono sull’inchiesta che riguarda la Fondazione Open con i presunti finanziamenti illeciti per sponsorizzare la campagna politica di Matteo Renzi.

Dai messaggi agli atti dell’inchiesta della Procura di Firenze – si legge sul Fatto Quotidiano  nell’articolo “Renzi denunciava profili fake e bufale, mentre la sua Bestia creava “account falsi” e pagava 260mila dollari per un software israeliano in grado di influenzare il voto emerge un incontro tra il socio e amico del leader di Italia Viva Marco Carrai con una delegazione israeliana, obiettivo presentare un software informatico in grado di “monitorare e influenzare la campagna” per il referendum costituzionale, luogo del meeting Palazzo Chigi.

Il software per influenzare il voto

È l’1 giugno 2016 e Giampaolo Moscati gira al suo socio Carrai il testo di un messaggio ricevuto da tale Avi. Si tratta probabilmente di Avi Korenblum, fondatore di Voyager analitics, uno dei due “software fenomenali”, comprati a caro prezzo dalla fondazione Open.

A indicare la location – prosegue il Fatto – è lo stesso Carrai, l’uomo che solo sei mesi prima Matteo Renzi avrebbe voluto al vertice dell’unità di Cybersecurity del suo governo. Una nomina poi saltata a causa delle polemiche. È il 30 maggio 2016 quando l’imprenditore spiega a Moscati che l’incontro “si fa lunedì, digli che comincino a lavorare su referendum è questo che interessa ”. Il suo socio chiede: “Palazzo Chigi?”. “Sì ”, risponde l’esponente del Giglio Magico.. affaritaliani.it

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