Mattarella: “la pandemia ci ha insegnato il valore della scienza”

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È bene fare tesoro degli insegnamenti tratti in questi due anni difficili. Siamo stati costretti ad affrontare lutti, sofferenze, pesanti limitazioni, e la dura crisi che ne è scaturita condiziona ancora l’economia e gli equilibri sociali. Ma abbiamo compreso, oltre ogni ragionevole dubbio, quale valore abbiano la conoscenza scientifica, la professionalità degli operatori, la coesione sociale, la risposta comune che viene dal senso civico e dalla coscienza di un destino condiviso”.

Lo ha detto il presidente Sergio Mattarella all’università di Parma che gli ha conferito una laurea ad honorem in relazioni internazionali ed europee.

Ue aperta è oggi l’unico rigore possibile

Libertà e uguaglianza, democrazia e solidarietà costituiscono i pilastri di questa Europa, le cui “vocazioni fondatrici”, come scrive Edgar Morin, sono proprio quella culturale e quella politica, intesa nel senso di un continuo “progettare, rigenerare, rivitalizzare, sviluppare e reincarnare la democrazia”. Il carattere di apertura dell’Europa, la ricchezza e le diversità insite nel suo humus, non sono – continua Morin – “una mancanza di rigore”, piuttosto rappresentano oggi “l’unico rigore possibile”.

Patria Europa anche per chi fugge da schiavitù

“Giuseppe Mazzini ci dice “che la patria è la casa dell’uomo, non dello schiavo”. La Patria Europa, con le sue università, può essere l’approdo anche per chi, qui giunto o che giunge tra noi, vuole, attraverso lo studio e il confronto con i maestri, sfuggire alle schiavitù che ci circondano”.  www.rainews.it

Le peggiori atrocità del XX secolo perpetrate in nome della scienza

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