1 Maggio, Mattarella: il lavoro porterà il Paese fuori dall’emergenza

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Il Primo maggio rappresenta “un’occasione che afferma la fiducia nel futuro, di chi vuole conquistare nuovi traguardi e non di chi assiste inerte. La repubblica non potrebbe vivere senza il lavoro e sarà il lavoro a portare fuori il Paese da questa emergenza”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione del 1 maggio.

“E’ una battaglia che deve unire gli sforzi di tutti ed è questa l’ambizione del Pnrr. Bisogna riconoscere il bene comune e perseguirlo, non possiamo sprecare l’occasione di compiere tutti insieme un passo in avanti”, ha detto Mattarella.

“Si apre una finestra per dare sbocco a una stagione di crescita, per porre riparo a secolari arretratezze e a divari ancora presenti nella Repubblica. L’equità, l’evoluzione sociale si reggono sulla garanzia per tutti. Se il lavoro cresce – ha aggiunto – cresce la coesione della nostra società”.

Diritto al lavoro e diritto alla sicurezza

ci sono ancora troppi morti a causa di norme eluse e violate. Particolarmente pesante – ha detto – è stato l’impatto della crisi sul lavoro femminile, in questi mesi il quadro dell’occupazione femminile è diventato ancora più fragile. La crescita dell’occupazione femminile è condizione essenziale per una vera ripartenza dell’Italia”.

“L’Italia ha bisogno anche oggi – ha spiegato il presidente – di nuove generazioni di costruttori, facciamo appello a loro”. ANSA

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3 thoughts on “1 Maggio, Mattarella: il lavoro porterà il Paese fuori dall’emergenza

  1. Parla di lavoro?? Forse quello suo, pagato piu’ di 10 mila al euro al mese mentre molti gli italiani sono alla fame e disoccupati e con la ristorazione e turismo bloccati

  2. Se il lavoro riuscira’ a portare il Paese fuori dall’ emergenza, non sara’ certo per merito suo, dato che sistematicamente persegue linee tendenti a mantenere il Paese fuori dal controllo del Popolo ed in palese conflitto con la stessa Costituzione.

  3. Con un lavoro tassato al 65%, ed i risparmi rincorsi da un fisco criminale, nell’emergenza ci si rimane.
    Alla grande.
    Peggiorando.

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