Lucca: Covid? Ma vaffanculo…

Lucca covid

di Aldo Grandi – Ancora una volta Lucca non ci sta e, alle 18.30, in piena zona arancione, scende in piazza non per protestare contro le misure anti-Covid, ma, più semplicemente, perché non ce la fa più e vuole vivere, incontrarsi, parlarsi e non c’è mascherina che tenga. Potevamo non scendere a vedere che cosa stava, concretamente, accadendo nel cuore di questa città di fantasmi?

Ebbene, quello che stava realmente succedendo lo testimoniano le fotografie che pubblichiamo, che non rendono, tuttavia, il senso di ciò cui abbiamo assistito. Migliaia di persone, ragazzi soprattutto, ma non solo, radunati uno accanto all’altro – ma non erano proibiti gli assembramenti? – a bere qualcosa o a chiacchierare, a fumare una sigaretta o a mangiare quacosa. E di fronte, impotenti, due pattuglie della polizia che non sapevano, davvero, che pesci prendere e che, alla fine, salvo che con noi, hanno preferito lasciar stare e abbandonare il terreno o, almeno, una se ne è andata e l’altra è rimasta a fare la contravvenzione a noi.

A Lucca la gente vive

Nel frattempo la gente viveva, complice una temperatura finalmente mite di circa 24 gradi. Bellissimo vedere la vita che vince sulla morte, assistere a questa gioventù che, finalmentlli di allevamento.e, rompe gli argini e le regole assurde di una generazione di parassiti e di geriatri che se la fa sotto per una presunta epidemia che colpisce un po’ qua e un po’ là, ma che a malapena contagia il 6 per cento della popolazione nazionale e uccide una percentuale che definire irrisoria è un eufemismo.

Questo virus uccide sì, ma chi non sa come fare a lavorare, ammazza tra l’indifferenza generale ristoratori e commercianti, imprenditori e partite Iva lasciando indenni gli impiegati dello stato e i loro grand commis, gli industrialotti che prosperano con mascherine e alimentazione per polli di allevamento.

Lucca 24 aprile 2021

Forse, questi giovani non sono nemmeno consapevoli del gesto che hanno fatto, una ribellione dettata più dalla necessità psicofisica di sopravvivere e reagire che non da un moto di protesta e bene hanno fatto gli agenti ad evitare di multare i ragazzi senza mascherina, davvero tanti, per non far scoppiare il finimondo.

Se la sono presa con noi, anzi, con il sottoscritto, ma va bene lo stesso, abbiamo le spalle larghe e ne abbiamo passate così tante che una multa o una denuncia in più non ci cambier la vita né, soprattutto, l’opinione che abbiamo di noi stessi.

Immagini come quelle che abbiamo visto stasera fanno bene al cuore. Contageranno qualcuno? Può darsi, ma è un prezzo che si è disposti a correre se si vuole continuare a vivere.

La paura di morire, del resto, non impedisce alla morte di fare il suo corso, ma impedisce di vuivere.

www.lagazzettadilucca.it

Condividi