Merkel: “suonare l’allarme quando i valori democratici sono in pericolo”

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“Quando 70 anni fa la Repubblica federale di Germania è entrata nel Consiglio d’Europa era la prima volta che veniva riaccolta nella comunità dei popoli”: Angela Merkel, cancelliera tedesca, è intervenuta oggi all’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, ripartendo dalla storia. Dagli anni di Konrad Adenauer sono cambiate “le sfide, ma non i valori”. E compito del Consiglio è “suonare l’allarme quando i valori sono a repentaglio”.

Tanti i riferimenti, nell’intervento della cancelliera e nelle sollecitazioni delle domande, a situazioni in cui i valori sono “tutt’altro che garantiti”. Però, se diritti, democrazia e stato di diritto sono una “priorità nei nostri Paesi, è necessario che siano nostra preoccupazione anche per i Paesi diversi dai nostri”. Questa istituzione è anche “il luogo in cui parlarsi e continuare il confronto affinché, pur nella diversità di visioni e sistemi politici, i valori restino tutelati”.

Merkel e i rapporti difficili con altri Paesi

Il riferimento esplicito della Merkel è ai rapporti difficili con la Russia, la Turchia, l’Azerbaijan e alla necessità di non interrompere i confronti. Fra i temi affrontati dalla Merkel la pandemia come banco di prova per la democrazia, la lotta alla corruzione, i diritti umani e l’intelligenza artificiale, la Corte europea dei diritti e le sentenze non attuate, o ancora la Convenzione di Istanbul e il “rammarico” perché la Turchia ne sia uscita, proprio in un momento in cui la violenza contro le donne è ulteriormente aumentata. A poche settimane dal 10° anniversario della Convenzione, l’appello di Angela Merkel è agli Stati europei che non l’hanno ancora ratificata, affinché lo facciano.  agensir

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