Ferrara, capitale della mafia nigeriana. Colpi di machete e droga purissima

La mafia nigeriana in Italia ha scelto la sua “capitale”. Si tratta di Ferrara in Emilia Romagna, una città di frontiera con il Veneto e per questo uno snodo cruciale per i traffici di droga. Lo ha svelato – si legge su Repubblica – un’indagine, che ha portato all’arresto di 31 persone il 19 ottobre 2020. Qualche giorno fa, come riporta La Nuova Ferrara, il tribunale del riesame di Bologna ha confermato le misure di custodia cautelare per gli imputati, riconoscendo l’associazione mafiosa. Da questi importanti risultati investigativi, che arrivano dopo anni di indagini, si devono trarre le giuste lezioni per il futuro.

Nel frattempo, a Ferrara i casi di overdose sono tornati ai livelli degli anni Novanta. In Emilia-Romagna i decessi – in maggioranza di maschi che vivono da soli – sono aumentati del 55%. «Sembrano i livelli degli anni ’90», dice il segretario di Forum Droghe, Leonardo Fiorentini. Mentre si recintano i parchi e si tolgono le panchine, sono scomparse le Unità di Strada che aiutano a conoscere e modificare le abitudini dei consumatori per ridurre il danno. I Vikings forse sono stati eliminati, ma potranno venir sostituiti da altre mafie.

L’indagine – prosegue Repubblica – mostra come le vittime di questa mafia siano soprattutto i nigeriani stessi. La storia di Paul Frankphat è emblematica e simile a tante altre. Paul entrò in Italia nel giugno del 2015 e venne spedito al Centro di Accoglienza (Cara) di Mineo, dove comandavano proprio i Vikings che picchiarono a sangue Paul perché si rifiutò di diventare un affiliato. Dopo il ricovero in ospedale, Paul venne spedito a Ferrara a spacciare. Ma qui decise di ribellarsi di nuovo e, nel 2016, denunciò le vessazioni alla polizia. Le indagini confermarono che le minacce provenivano proprio dal clan. (affaritaliani.it)

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