“Grazie 2020 per aver smascherato i più feroci nemici della democrazia”

di Riccardo Mondini – – Verrai ricordato da tutti come uno degli anni peggiori invece io ti ringrazio.
Grazie per aver strappato via la maschera a coloro che si fregiano del titolo di “democratici”, dimostrando come questi siano i più feroci nemici della democrazia stessa.

Grazie per aver svelato la pavidità di una parte della cittadinanza, pronta a barattare le proprie libertà per una fasulla promessa di salute.
Grazie per aver palesato l’inutilità e l’ipocrisia dell’Unione Europea, mostro di usura e burocrazia buono solo ad imporre politiche economiche suicide.

Grazie per aver insegnato la differenza abissale, di fronte ad una crisi mondiale, tra un paese a sovranità monetaria ed uno costretto a chiedere soldi in prestito.

Grazie per aver manifestato ogni giorno il terrorismo dei grandi mezzi d’informazione, prezzolati trombettieri intenti a difendere un’unica narrazione, a costo di prostituirsi senza dignità.
Grazie per aver mostrato cosa accade quando la scienza abbandona il dubbio, tramutandosi in fede cieca e fanatismo.
Grazie per aver rivelato quanta solitudine, sociopatia e frustrazione vi sia in questa società iper connessa in corsa verso il nulla.

Grazie per aver ricordato il valore immenso di tutto ciò che ci viene detto di disprezzare: il calore della casa, l’amore della famiglia, il silenzio di una preghiera, il legame con le proprie radici.
Anche gli altri anni, in fondo, hanno fatto lo stesso. Ma in questo tu sei stato, semplicemente, il migliore.

Grazie 2020.

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3 thoughts on ““Grazie 2020 per aver smascherato i più feroci nemici della democrazia”

  1. Riccardo lei non è un grande, è un grandissimo, un incommensurabile.
    In poche righe ha saputo dire cose che tanti commentatori o pseudo tali non hanno saputo o voluto dire in ore di inutili commenti. Grazie ancora per le sue più che condivisibili, da parte mia, riflessioni

  2. Più che giusto. Questi falsi democratici, antitaliani da prima della loro nascita, quando ancora navigavano senza nessuna metà verso il loro futuro nelle pa**e dei loro padri, ora si credono i padroni del mondo, solo perché sono pieni di soldi rubati ai contribuenti italiani. Grandissimi bastardi.

  3. Concordo con quanto ha scritto, tuttavia mi chiedo in quanti hanno capito ciò che sta avvenendo. Mi accorgo che c’è chi crede veramente che questo governo abusivo adotti misure drastiche per il bene degli Italiani, non si rendono conto che lo “stato” ci sta consegnando nelle mani di holding straniere, multinazionali, e dello stesso nemico che è rappresentato dall’europa, il cui unico interesse è il profitto, la popolazione sarà sempre più povera, e il paese finirà in schiavitù. Ci hanno svenduti per trenta denari, non abbiamo più sovranità nazionale, l’europa interviene solo per bacchettarci e umiliarci. Uno stato sovrano non si comporta così, la sovranità che abbiamo cominciato a perdere entrando nel club dell’euro, è stata ceduta con gioia da politicanti inetti che si sono gloriati negli anni di averci condotto nell’euro, che per noi è stato da subito fonte di danni economici, senza contare che gli interessi dell’Italia non sono mai stati salvaguardati, in particolare perché il nostro paese non ha mai avuto voce in capitolo, nell’ambito europeo, noi siamo sempre stati la cenerentola del sistema, con buona pace di tutte le roboanti idiozie proferite negli ultimi venti anni da chi stava a palazzo Chigi e al Quirinale.
    Potremo sperare di salvarci nel momento in cui si prenderà atto che la ue è stata un fallimento, e che i suoi diktat sono serviti solo al paese dominante in europa, la germania. Se continuiamo l’asservimento all’europa faremo una fine peggiore della Grecia, dove germania e cina si sono spartite aeroporti e porti. L’europa è solo un nemico da cui guardarsi, come abbiamo potuto constatare la solidarietà è solo a parole, di fatto sono vi odi ed invidie ataviche che non potranno mai permetterne che una simile unità funzioni, il fatto che esista l’euro non vuol dire che ci sia una europa unita.

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