Monza: smantellata maxi rete di spacciatori, quasi tutti “richiedenti asilo”

Vendono 4 mila dosi di droga in pochi mesi (anche a minori): smantellata maxi rete di spaccio. Un blitz della polizia ha smantellato un’articolata rete di spaccio che servendosi di decine di spacciatori provenienti dall’Africa occidentale e settentrionale, nel giro di pochi mesi era riuscita a vendere nel nord Italia 4 mila dosi di droga. La Squadra mobile della Questura di Monza ha eseguito 53 misure cautelari a carico di altrettanti spacciatori, indagando un totale di 61 persone. Coinvolti anche tre uomini fermati a Milano, Cinisello e Legnano.

Le misure, emesse dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Monza, sono scattate a seguito dell’indagine ‘Dedalo‘ su una rete di spacciatori, a quanto emerso per la maggior parte richiedenti asilo, i quali avrebbero venduto ingenti quantità di stupefacente, soprattutto hashish, sia in piccole quantità che in partite da 10 kg, per un valore di circa 500 mila euro.

Roccaforte della droga per la rete di pusher erano i giardinetti di via Azzone Visconti a Monza dove le panchine erano state trasformate in ‘bancarelle di stupefacenti’ dove si poteva trovare una dose a ogni ora del giorno, alla luce del sole. Tutto intorno alcune vedette presidiavano il parchetto trasformato in una delle più attive piazze di spaccio della città di Monza. Proprio qui lo scorso gennaio era stato violentemente aggredito anche l’inviato di Striscia la Notizia Vittorio Brumotti insieme a due suoi collaboratori.

L’operazione e gli arresti – Dopo il blitz della polizia, scattato nel pomeriggio di lunedì 12 ottobre, molti spacciatori sono stati fermati proprio vicino a via Visconti. Martedì mattina, poi, si è alzato in volo anche un elicottero del Reparto Milano Malpensa e gli agenti hanno effettuato perquisizioni e controlli in città e in alcuni comuni della provincia dove sono stati raggiunti i destinatari dell’ordinanza.

L’indagine – denominata “Dedalo” proprio per la complessità di rapporti emersi tra i diversi soggetti, di etnie differenti ma in rapporti di reciproca collaborazione tra loro – è iniziata nell’ottobre 2019 ed è stata coordinata dai sostituti procuratori della Procura della Repubblica di Monza Salvatore Bellomo e Sara Mantovani. Sono state 53 le ordinanze di custodia cautelare emesse nell’ambito dell’inchiesta e – hanno specificato da via Montevecchia – quasi tutte sono state eseguite. Ora 38 persone si trovano in carcere, 2 soggetti sono invece agli arresti domiciliari e per gli altri 13 è scattato il divieto di dimora nelle province di Monza e Brianza, Milano, Como e Lecco.

Un’attività investigativa complessa che ha portato gli uomini della squadra Mobile monzese a effettuare centinaia di appostamenti con oltre mille ore di registrazioni video, centinaia di intercettazioni telefoniche e la documentazione di oltre quattromila episodi di cessione o detenzione di droga per un valore di circa 500mila euro.

Cocaina, hashish e marijuana vendute anche ai 15enniUn “dedalo” di spacciatori – marocchini, gambiani, nigeriani e senegalesi soprattutto – e un viavai continuo di clienti, con un centinaio di cessioni che ogni giorno, alla luce del sole, avvenivano sotto gli occhi degli investigatori che da tempo stavano monitorando l’area. In via Visconti arrivavano clienti di ogni età, dagli studenti (molte studentesse anche) minorenni ai clienti abituali che – a volte – non trovando il proprio spacciatore di fiducia lo contattavano al telefono per farsi poi raggiungere. Il “business” della cocaina era gestito dai pusher di origine marocchina mentre hashish e marijuana erano le merce trattata dai “colleghi” dell’Africa occidentale, molti dei quali cittadini richiedenti asilo.

Vedette e pranzo consegnato sulle panchine ogni giorno – A garantire che tutto filasse liscio e non vi fossero “sorprese” c’era anche una numerosa schiera di vedette, appostate tra le panchine del parchetto ma anche nei dintorni, a piedi o in bicicletta, pronte ad avvisare i pusher dell’eventuale arrivo delle forze dell’ordine.  Insieme ai pusher che vendevano le singole dosi al parchetto l’inchiesta si è allargata fino ai livelli superiori e sono stati individuati anche i fornitori attivi anche fuori da Monza, nella zona di confine tra le province di Lecco, Como e Sondrio.

„Insieme alla cocaina, alla marijuana e all’eroina sequestrate nell’ambito dell’indagine gli investigatori della Squadra Mobile hanno rinvenuto anche la “gardella hash”, una sostanza piuttosto nuova sul mercato degli stupefacenti. Si tratta di un particolare tipo di sostanza che è una combinazione di hashish e marijuana ottenuta dalla triturazione di quest’ultima poi ricompattata come resina con un principio attivo del valore di quasi dieci volte quello rintracciato in una dose di marijuana o hashish convenzionale. La “gardella” sequestrata ammonta a quasi un chilo con 600 grammi intercettati durante l’indagine e ulteriori 200 grammi sequestrati martedì durante il blitz in via Azzone Visconti, sempre a carico dello stesso pusher.

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