Vaccini, big del farmaco chiedono immunità su effetti collaterali

Le aziende del settore temono una pioggia di denunce nel caso in cui qualche siero non dovesse funzionare come previsto. E ora chiedono una scudo legale a Bruxelles.  Scrive ilparagone.it  – – Il Financial Times, sempre molto ben informato su tutto quanto accade nei corridoi di Bruxelles, riferisce con un articolo di ieri che le grandi aziende farmaceutiche attualmente impegnate nella corsa al vaccino anti-COVID stanno facendo pressione da settimane sulla Commissione UE per ottenere preventivamente esenzioni di responsabilità civile.

Che molte aziende farmaceutiche fossero già avanti in queste trattative era cosa nota. Di nuovo c’è ora un documento interno della stessa Vaccines Europe, la divisione europea delle industrie e delle associazioni farmaceutiche che rappresenta, tra gli altri, grandi marchi come AstraZeneca, GlaxoSmithKline, Janssen, Merck, Novavax, Pfizer, Sanofi, Takeda, Abbott e CureVac, nel quale si afferma che la pandemia e l’esigenza di trovare rapidamente vaccini hanno compresso i tempi della ricerca e dello sviluppo da anni a mesi: «La velocità e la portata dello sviluppo e dell’implementazione [dei vaccini] significano che è impossibile produrre la stessa quantità di dimostrazioni scientifiche di supporto che sarebbero normalmente disponibili attraverso studi clinici ad ampio raggio e la normale prassi ospedaliera degli operatori sanitari».

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Questo approccio crea «inevitabili rischi», si afferma nel documento. Per questo motivo, Vaccines Europe si fa portavoce delle aziende rappresentate chiedendo esplicitamente un «sistema completo di risarcimento no-fault e non contenzioso, oltre che un’esenzione dalla responsabilità civile».

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