Mafiosi scarcerati, Bonafede: rispettare indipendenza della magistratura

 

“Diciamolo senza giri di parole: il messaggio per cui il governo starebbe scarcerando i mafiosi non è semplicemente fuorviante, è totalmente e inequivocabilmente falso!”. Lo ha detto il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, al question time alla Camera, aggiungendo che su questo tema “si è invece sviluppato un dibattito pubblico che, denotando in alcuni casi l’assenza totale di conoscenza dell’ABC della Costituzione, mira a strumentalizzare fatti gravi per attaccare il governo e alimentare una violenta polemica politica, gravemente irresponsabile per il tema trattato e ancor più in questo momento di emergenza”.

“I principi e le norme della nostra Costituzione – ha ricordato il guardasigilli – sono univocamente orientati ad affermare l’autonomia e l’indipendenza della magistratura. Ciò vuol dire che non c’è alcun governo che possa imporre o anche soltanto influenzare le decisioni dei giudici, in questo caso dei giudici di sorveglianza. Punto!. Questo – ha sottolineato – non è un principio liberamente interpretabile o su cui ci si può girare intorno; la Costituzione non lascia spazio ad ipotesi in cui la circolare di un direttore generale di un dipartimento di un ministero possa dettare la decisione di un magistrato. Le scarcerazioni richiamate sono decisioni giurisdizionali di natura discrezionale impugnabili secondo la relativa disciplina”.

“Chiariamolo subito – ha insistito Bonafede – la lotta alle mafie è una cosa seria e stiamo parlando di fatti allarmanti da analizzare e su cui nell’ambito delle proprie competenze non si può e non si deve rimanere inerti, informando però contestualmente e correttamente i cittadini sulla reale natura della questione”.

“Riguardo alle mie competenze vi sono tutta una serie di accertamenti in corso, a seguito dei quali verranno prese tutte le determinazioni opportune e necessarie”.

“Sempre per quanto riguarda le mie competenze, gli interroganti ricordano nelle loro premesse che la cui decisione finale sull’applicazione del regime del 41 bis viene presa dal ministro della Giustizia che, anche in ragione di questo, vive costantemente sotto il più alto livello di scorta. Ecco, basta questo per ricordare che, a parte le proroghe, ci sono circa 100 detenuti sottoposti al regime di 41 bis, in virtù della mia firma”. Lo ha detto il guardasigilli, Alfonso Bonafede, al Question Time alla Camera.  adnkronos

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