Conte non s’illuda, verrà presto il giorno del #Giuseppestaisereno

Verrà un giorno, e anche presto, in cui i gruppi politici impegnati nella formazione del governo Conte-bis realizzeranno di essere “ostaggio” in Parlamento della minoranza renziana. In cui perfino quei pochi grillini e democratici che in questo progetto “per il bene del Paese” ci credono davvero, capiranno che le loro migliori intenzioni saranno appese al filo della volontà del senatore semplice Matteo Renzi.

Marco D’Egidio  – – www.huffingtonpost.it

E così a nulla servirà che lui, Boschi e Lotti non siano entrati personalmente nell’esecutivo, per citare la principale preoccupazione d’immagine del Movimento 5 Stelle. Perché il loro gioco è proprio quello di starne fuori: e poter staccare la spina in modo apparentemente disinteressato, non appena ne vedranno la convenienza.

Supposizioni? Il solito malcelato anti-renzismo? Basti leggere gli indizi sparsi dallo stesso Renzi nelle decine di dichiarazioni rilasciate in questi giorni, ben condensati nell’intervista al Sole 24 Ore della domenica. […]

Già, perché i numeri in Parlamento già di per sé sono risicati, ma soprattutto dipendono dal gruppo parlamentare del Pd, controllato per la maggior parte dall’ex segretario, ex rottamatore. […]

E che sarà dura, quasi impossibile coniugare il programma economico a 5 Stelle su cui Di Maio e tutto il gruppo dirigente fanno quadrato, il no alle trivelle, il no alle grandi opere, il sì all’acqua pubblica e così via, con le idee e i cavalli di battaglia storici del Pd renziano, di impronta più che liberale.

Il conflitto tra queste due “anime” sarà ancor più forte e problematico di quello cui abbiamo assistito fino a un mese fa tra Movimento 5 Stelle e Lega, dove già era palese l’incompatibilità tra i tanti no di un Movimento massimalista in economia e i tanti sì di un partito che, pur diventato a tutti gli effetti nazionale, nasce e si radica soprattutto nel Nord industriale e produttivo.

Lo stesso, anzi peggio, avverrà nel nascente governo giallo-rosso, in cui a tutti gli irrinunciabili sì in Italia verranno a sommarsi anche i sì in Europa, poiché il Pd, in più rispetto alla Lega, ha il piccolo particolare di essere una forza apertamente europeista.

È possibile che nessuno, nel Movimento 5 Stelle, abbia capito che il vero regista e “burattinaio” del Conte-bis è il tanto odiato Matteo Renzi? Che nessuno, neppure nel Pd, sospetti di essersi consegnato nelle sue mani? Ovviamente no. Eppure, va a tutti bene così, perché il nuovo esecutivo nasce per istinto di sopravvivenza di due gruppi di potere, che altrimenti sarebbero stati spazzati via alle elezioni. […]

Verrà un giorno, e anche presto, in cui questo nuovo governo per il bene del Paese cadrà per mano del senatore semplice di Rignano. E sarà un bel giorno per Salvini.

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