Sindaci rossi, se un cittadino viola una legge dello Stato finisce in gattabuia!

Terra di nessuno. Zona franca. Vietata la legge.

Non è la mafia.

Non è la camorra.

Non è la ‘Ndrangheta.

Sono i rappresentanti delle istituzioni a subordinare le leggi dello Stato ai loro giochi politici. E ci chiediamo a che titolo i sindaci possano istigare a non applicare le norme approvate dal Parlamento e promulgate dal presidente della Repubblica.

Da ieri abbiamo scoperto, cominciando da Palermo, che esiste la legge a’ la carte, come al ristorante. A Leoluca Orlando non piace il decreto Salvini su sicurezza e immigrazione e scrive una direttiva agli uffici comunali per non applicarlo.

In questo Paese comanda chi si alza prima la mattina. Di questo passo basterà la volontà dei sindaci per togliere di mezzo le leggi. Fumeremo al cinema se convinceremo il primo cittadino. Basterà trovare il sindaco ansioso di celebrità per disattivare autovelox e pure i semafori. O togliere di mezzo il Daspo per lo stadio.

Chissà se Orlando penserà anche a chiudere i commissariati: a Palermo qualcuno che lo ringrazierà lo troverà sicuramente.

Eppure, se un cittadino viola una legge dello Stato finisce in gattabuia. Perché un sindaco può impunemente aizzare i propri uffici a dire no alle norme contro l’immigrazione clandestina e per la sicurezza? E i funzionari comunali che faranno? Obbediranno al sindaco o alle leggi?

L’anarchia contagia gli antiStato. I primi sindaci.

Palermo.

Napoli.

Firenze.

Chissà che ne pensano di questi sindaci magistrati come quello di Agrigento, Patronaggio, che arrivò ad accusare di sequestro di persona il ministro dell’Interno per la nave Diciotti. Su quell’imbarcazione sali’ anche Miccichè, proconsole di Forza Italia in Sicilia, per solidarizzare con i clandestini e non con il Viminale. E ovviamente ora applaude Leoluca Orlando.

Ma c’è la manovra della sinistra e c’è chi ci casca. Appunto Miccichè.

Il segretario siciliano del Pd, un isterico permanente di nome Faraone, prende la direttiva Orlando e la invia ai sindaci del suo partito per copiarla. Martina vuole un referendum contro il decreto Salvini. E se le firme per farlo le raccogliessimo a destra per dimostrare invece da che parte sta il popolo italiano?

L’impunita’ sul mancato rispetto delle leggi pretesa dai sindaci della sinistra rischia di far invadere le nostre città ancora di più. C’è già chi torna a reclamare l’apertura dei porti. Sono le bande del global compact, che presto vedranno il rinforzo grillino e solo allora Salvini si renderà conto che avrebbe fatto bene ad ascoltare Giorgia Meloni e a buttare giù un governo che ha troppo rosso migratorio nella componente pentastellata.

Se in questo Paese c’è stato un provvedimento largamente condiviso è proprio quello sulla sicurezza. Ma l’opposizione di sinistra non ci sta e combatte una battaglia scellerata con tutti i mezzi.

Abbiamo quindici giudici alla Corte costituzionale tutto sommato ben retribuiti, e c’e’ bisogno di Leoluca Orlando e di quelli come lui per sapere se quel decreto è o no in linea con la Carta?

Tutto questo ha il sapore orrendo del sabotaggio, che l’Italia non si può affatto permettere né tollerare.

L’immigrazione clandestina va contrastata ovunque: non sono i sindaci ad essere titolari del potere di favorirla.

Francesco Storace

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