Un commento sulla Manovra finanziaria votata al Senato

di Mirko De Carli – Coordinatore nazionale Alta Italia del Popolo della Famiglia

Un commento sulla Manovra finanziaria votata, durante la notte appena trascorsa, al Senato della Repubblica

Prima di tutto, un dato di fatto: far arrivare la Manovra in Aula alle 16.30 del pomeriggio, senza il passaggio in Commissione previsto dai regolamenti parlamentari e chiedere un voto con l’applicazione della fiducia in tempi strettissimi, entro la notte senza dare un minimo di tempo al Senato di poter studiare i documenti e valutare eventuali emendamenti strutturali sulla Manovra, è qualcosa di indegno per la nostra democrazia.
In seconda istanza, la Manovra finanziaria, purtroppo, è frutto di un cedimento strutturale su molti aspetti da parte del Governo che ha fatto demagogia propagandistica per qualche mese, per poi dopo rispettare gli impegni presi dal Governo Gentiloni con la Commissione europea a fine legislatura scorsa.
Il Deficit/Pil che scende al 2%, una riduzione sensibile e cospicua dei miliardi a disposizione delle due manovre, perno di questa finanziaria come il Reddito di cittadinanza e “quota 100″ che da capisaldi di una rivoluzione fiscale targata giallo-verde diventano l’ennesima”mancetta” in salsa “ottanta euro”di Renzi.
Non possiamo che bocciare questa manovra finanziaria, una manovra iniqua, una manovra improduttiva che porterà ulteriori aggravi soprattutto alle famiglie che non hanno nessun tipo di giovamento reale da questo intervento governativo, anzi, subiranno ulteriori pressioni fiscali.

Sono tre gli elementi di questa manovra che mi lasciano veramente perplesso.
Il primo riguarda le pensioni, si voleva fare un intervento di salvaguardia, rispetto a quella parte di lavoratori svantaggiati dalla riforma Fornero, si è arrivati purtroppo a danneggiare i pensionati che percepiscono una pensione sopra i 1200€ circa, vuol dire che noi andiamo a colpire attraverso una riduzione della rivalutazione e anche un contributo di solidarietà,le pensione che.vanno a riguardare la stragrande maggioranza del ceto medio produttivo italiano,non i ricchi e non i benestanti.
Andiamo a colpire soprattutto quelle pensioni che spesso hanno permesso a tante famiglie di rimettersi in piedi, davanti ad un nipote disoccupato, o ad un figlio padre di famiglia, che perde il posto di lavoro e non riesce più a pagare il mutuo della casa oppure le rette per i figli che studiano.
Il secondo punto riguarda le tasse sull’auto, l’eco- tassa,non va a colpire le macchine di un certo valore o macchine di lusso, ma va a colpire, anche questa volta, i veicoli della stragrande parte del ceto medio produttivo nazionale.
Credo che questo sia un danno nazionale enorme per le famiglie.
L’ultimo punto è il raddoppio dell’ IRES sulle attività no profit, un fatto scandaloso in quanto oggi, uno Stato Sociale sempre più in difficoltà e spesso inefficiente e inefficace, anziché ringraziare questo terzo settore che colma tanti servizi che dovrebbero essere invece garantiti dalla Stato soprattutto verso le persone bisognose e in difficoltà.
Il raddoppio di questa tassa, dal 12 al 24%, ricadrà sulle famiglie che utilizzano servizi del terzo settore.

Come Popolo della Famiglia avremmo immaginato una Manovra finanziaria diversa.

Prima di tutto, ascoltare la Lega annunciare al Senato che questa è una Manovra a favore della famiglia perché sono stati accantonati cento milioni nel Fondo della Famiglia, mi sembra veramente di assistere ad un film di Massimo Boldi e Christian De Sica.
Purtroppo, noi oggi abbiamo una Manovra che non mette nulla di reale nelle tasche delle famiglie, non incentiva in nessun modo la nascita di nuove famiglie, come ribadiva il Senatore della lega intervenendo durante il voto sostenendo che “si mantenevano” i soldi stanziati dai governi precedenti, quindi, non si è dato “un euro di più”, mantenendo persino con fatica anche quelli precedenti, mancette quindi e niente di più, non vediamo traccia di rivoluzione fiscale formato famiglia, non c’è traccia di quoziente familiare, non c’è il reddito di maternità, non c’è la “domenica in famiglia”, non c’è un reale sostegno all’acquisto della prima casa per le giovani coppie che si sposano, soprattutto non c’è nessun sostegno a quel 88% di imprese che nascono da famiglie le quali chiedevano da tempo un alleggerimento fiscale e burocratico, taglio dell’ Irap e taglio delle tasse sugli utili investiti in impresa e taglio delle tasse del costo del lavoro per l’assunzione dei giovani Under 40.

Insomma, la nostra è una ricetta completamente diversa, che avrebbe sì permesso, al relatore, di poter affermare che le famiglie “saranno aiutate”, e non l’ennesima farsa di un Governo che “dice una cosa per fare poi il contrario”.

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